martedì, 15 gennaio 2008
L’operatrice Elena Zaccherini racconta cosa ha visto dall’Africa



“8066S New Holland - KAM 201 T, modello e marca del trattore sono le uniche cose certe di questa giornata. E anche le dimensioni del campo da seminare, 5 acri in tutto. Tutto il resto è incerto: il destino del paese, quanti morti ci saranno oggi, quanti siamo nel campo (bimbi e adulti assieme, tutti raccolti per la semina), come devo seguire le linee incerte del trattore per aiutare a seminare mais e fagioli assieme”. Inizia così il resoconto di Elena Zaccherini, operatrice sociale, coordinatrice del progetto "Ferrara, città sicura e solidale" del Comune di Ferrara. Elena si trova dal 29 dicembre a Chebole, nel distretto di Bomet, Rift Valley Province; un luogo già conosciuto cinque anni fa, quando venne come cooperante; “e ora sono tornata a salutare gli amici Keniani – aggiunge-. Gente semplice ma solida, un pastore protestante e la sua famiglia; con un gruppo di amici e l’aiuto di alcune organizzazioni sosteniamo la casa famiglia che questa gente ha creato: la Casa di Laura, che oggi ospita – e cerca di sostenere - 96 orfani”.
Elena racconta la miseria di un paese sprofondato proprio in questi giorni nella violenza etnica che sta sprofondando la popolazione nell’angoscia. “E oggi si deve seminare il campo; perché il cibo non si compra, ma si produce. Del resto siamo a quattro ore da Nairobi, e questa è una tipica e pacifica area rurale, a stragrande predominanza di Kalengin, Kipsigies per la precisione, che nel complicato mosaico delle tribù in Kenya significa, al momento, opposizione ; sostegno di massa a Raila Odinga, il candidato alla presidenza che denuncia brogli e inganni nella nomina a vincitore di Kibaki..
Sono arrivata in Kenya il 27 dicembre, il giorno delle elezioni, e ho viaggiato per arrivare qui. Ovunque file ordinate di votanti, lunghe anche centinaia di metri, che si snodavano, a seconda delle zone, dentro slum, lungo la strada, fuori dai maniatta masai. Tutte uguali, tutte sotto il sole cocente : pacifiche, silenziose e riservate ; la gente ha sentito molto questo voto. Molti si sono spostati proprio per votare.
E oggi siamo in attesa della lettura dei risultati finali. Non per questo ci si ferma ; ieri ha piovuto, Enok, il figlio del pastore è riuscito a trovare della benzina per il trattore (già pagata a prezzo maggiorato : nel giro di due giorni non se ne troverà più neanche una goccia in tutta la Rift Valley province), e ci siamo spostati nel campo.
Ci sono i lavoranti; Rodha e Rose, le figlie di Bet il pastore; Enok guida il trattore; tanti bimbi, ciascuno di noi con un grosso barattolo di semi, che andiamo a riempire dai sacchi al bordo del campo. Si semina. Mr. Bet in piedi in mezzo al campo sembra un antenna lui stesso ; tiene alta la radio, per riuscire a ricevere la stazione che sta leggendo l’interminabile e controversa lettura dei risultati elettorali. I commenti, ora preoccupati, ora ilari si intrecciano attraverso il campo; si urla, da un solco all’altro, per farsi sentire; i bimbi eccitati corrono a velocità impensabile, considerate le enormi zolle, e che alcuni sono scalzi, mentre altri indossano improbabili stivaloni da pioggia di taglia esagerata.
Vicoti, 15 anni con un passato di abbandono e violenza. Io imparo a seminare, lei che mi aiuta, l’italiano: "How do you say: I'll come to Italy soon?". Le traduco: "Verro’ presto in Italia" ma tu non lo puoi dire, penso. Del resto ho dei dubbi anche sulle mie reali possibilità di poterlo dire. Avrei il volo da Nairobi il tre gennaio, ma le strade sono troppo pericolose. Dovrebbe accompagnarmi Bet con il pick-up, ma è kipsigi, e a Nairobi la prevalenza è di kikuio. Anche ammesso di riuscire a superare un centinaio di chilometri di strada invasa da violenza, blocchi e macerie, arrivati alla fine della Rift Valley Bet rischierebbe la vita, e certo la macchina si trasformerebbe in una carcassa bruciata come le molte che vedro’. In ogni caso non abbiamo benzina.
Rachel, la moglie del pastore, supervisiona e partecipa alla semina. Le chiedo mentre i lavoranti aspramente inveiscono contro la lettura dei risultati delle sezioni elettorali della Rift Valley, "Rachel, perchè nel mezzo di questo caos siamo sparsi nel campo sotto il sole? E perchè seminiamo mais e fagioli assieme?" "Perchè sono una madre e devo pensare ai miei bimbi. Come te. E perchè mais e fagioli crescono meglio assieme".
E le persone no? Il Kenya ha sempre vissuto pacificamente la mescolanza delle proprie etnie. Per le donne africane il futuro è un incessante lavoro quotidiano. E la sapienza semplice. La combinazione di mais e fagioli assieme fissa l’azoto della terreno, impedendone l'impoverimento, e rendendo superfluo l'uso di pesticidi per controllare i parassiti. Per Rachel è semplicemente una cosa che faceva sua madre. La situazione comincia a precipitare: lo capisco dalla rabbia della gente che si raccoglie sotto un acacia in mezzo al campo, dove Mr. Bet con radio e cellulare cerca di capire come la crudele illusione della democrazia sia manipolata in questo momento dai potenti di turno.
Siamo tutti preoccupati. Eric, l’altro figlio del pastore, chiama da Kericho, zona di sterminate piantagioni di verdissimo te. Sono scoppiati I primi disordini: folla, violenza, la polizia spara, ci sono dei morti, negozi saccheggiati, autobus rovesciati e bruciati; lui è nascosto assieme ad altri che si sono barricati in un edificio. La gente comincia ad annusare l'inganno. Qui la rabbia si sfoga contro I kikuio e I Kisii, le due tribù che sostengono il presidente. Si comincia la distruzione dei negozi, delle case. E da Nairobi, il silenzio delle fonti ufficiali, il black out informativo. La gente dice che Odinga ha avuto la stragrande maggioranza dei voti, ma Kibaki intende giurare come presidente senza che la validità e regolarità delle elezioni venga verificata.
Torniamo tutti a casa, oltre i campi ; due amici kenyani, compagni d’università di Rose, ci raggiungono da Eldoret, la città col più alto numero di morti nei giorni successivi. Ci descrivono una situazione di caos, fuoco e violenza lungo tutta la strada : tutte le macchine e autobus vengono fermati : se per disavventura e incauta decisione tra gli occupanti si trovano Kisii o Kikuio, il mezzo viene bruciato, e la gente deve scappare. La mattina dopo c'è uno strano silenzio ovunque. Sospesa ogni trasmissione radiofonica e televisiva fino a nuovo ordine. Le ricariche per i cellulari sono introvabili, e le persone non riescono neppure più a chiamarsi da un capo all’altro del Kenya per capire cosa succede. In un ansia e panico crescente diventa chiaro che non è possibile comunicare, nè spostarsi. Il Kenya è in bilico. E mentre tutti trattengono il fiato, senza preavviso, riprendono le trasmissioni : Kibaki giura come presidente del Kenya e torna il blak out.
Tutto precipita : vicino alla scuola dove ci troviamo, i due centri principali della zona vengono dati alle fiamme. A Bomet l’esercito ha scaricato un reparto di forze speciali, si sente sparare, ci sono morti. A Litein bruciano case e negozi. Non chiudiamo occhio tutta notte. Si vedono i fuochi intorno, si sentono le urla della folla di giovani spostati che al di la delle ragioni politiche sfoga così la rabbia di un paese in cui l’ economia è in caduta libera e dove anche prima delle elezioni il futuro, per la maggioranza della gente, è un sogno sfuocato. "Tomorrow is only a dream" recitava l-adesivo sopra la testa del guidatore dell’autobus che qualche giorno fa i ha portato fin qui.
E di nuovo è buio, tutti assieme nella cucina col tetto di paglia. Sento urla poco lontane. "Cosa succede?" chiedo. "Sono i nostri vicini". Dall’altra parte del campo vedo le tonde capanne e le case di legno. "Stanno bruciando la casa di un Kisii, ha votato Kibaki. E quando hanno finito vanno a sgozzargli le capre". "Ma perché lo fanno? Vivete assieme!" Rose scuote la testa senza risposta.
"E loro dove sono?" "Se ne sono andati due giorni fa"
Anche io sono riuscita a scappare. Uso scappare, perché è una parola codarda, e codarda mi sono sentita. Uso scappare perchè ho deciso di farlo quando hanno cominciato a sparare davanti alla casa, oltre gli alti eucalipti, mentre un autobus di Kisii veniva fermato, bruciato, e tutti venivano fatti scendere. Uso scappare perchè ho potuto farlo solo grazie a Bet, che ha usato per me l’ultima benzina rimasta, e con un pik up carico di sette soldati armati mi ha permesso di raggiungere Tenwek, un ospedale missionario americano a circa 15 km.
Abbiamo usato strade dell’interno, sconnesse, nascoste. E passandomi davanti agli occhi, nella sua normalità dal futuro incerto e drammatico, tutto si è velato di dolore: le case, il verde rigoglioso, i bimbi lungo la strada, gli sguardi delle donne, ignari e curiosi, gli asini lenti. Due bimbe, di non più di tre e due anni, al passaggio del pick up, sono scappate abbandonando al centro della strada una piccola tanica d’acqua che la grande portava sulla schiena, grazie ad una striscia di stoffa a fiori colorata. Il pick up ha dovuto frenare di colpo, e tutti abbiamo riso. Io ho pregato che questa potesse essere per lei l’ unica paura nelle prossime settimane o mesi.
Il giorno dopo, negoziando la protezione di una una macchina di scorta dell-esercito, io e la famiglia di un radiologo americano, siamo riusciti a salire su un volo di emergenza della Missionary Aviation Fellowship (un particolare ramo di missionari protestanti che svolgono il loro ministero appoggiando con i propri aerei le missioni evangeliche dell-East Africa). Lungo la strada verso la pista polverosa e sconnessa, cisterne della benzina bruciate, pietre e tronchi di traverso sulla strada ; i resti di decine e decine di fuochi sull’asfalto e di edifici fumanti.
Sento di avere tradito i miei amici, lasciandoli; da Nairobi mando loro richariche per il cellulare, per dar loro la possibilità di fare almeno chiamate di emergenza. Non posso fare altro, e tenerli informati Mi dicono che è finito zucchero, farina, uova ; Gordon Brown oggi ha parlato con entrambi i leader invidandoli ad una dichiarazione congiunta che fermi la violenza. Ieri ad eldoret è bruciata la chiesa. Sono morti sopratutto donne e bambini. Con gli stessi sorrisi dei bimbi che domenica cantavano allegri nella chiesa de legno del villaggio vicino a noi. Ho il cuore pesante e solo domande.
Ho telefonato a Bet poco fa. Gli ho chiesto "Cosa fate ora?"
"Ora seminiamo, senza il trattore. Kasi Iendelee" Mi dice, ridendo amaramente.
In Swahili "Il lavoro continua", è lo slogan dell’avversario, Kibaki.
Ringrazio Mr. Bet e la sua famiglia per quello che hanno fatto per me. E spero che qualcuno possa fare qualcosa per loro e per il Kenya.


© per il testo: Elena Zaccherini, estense.com
  per l'immagine: fonte BBC    

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categoria:giuste cause, diritti negati
venerdì, 12 ottobre 2007



Aiutiamo il popolo Birmano aggiungendo questo post e queste immagini al proprio blog.(Questo è un nuovo tipo di protesta on line che usa i blog per diffondere globalmente una petizione, per partecipare seguite le istruzioni del post).
S
i tratta di democrazia e diritti umani basilari.
Per favore aiutate a prevenire una   tragedia umana in Birmania (Myanmar)
aggiungendo il vostro blog e chiedendo ad altri di fare lo stesso. Passando il testimone attraverso la blogosfera, speriamo di generare maggiore consapevolezza e di evitare un massacro. In quanto attenti cittadini del mondo, questo è quanto noi bloggers possiamo fare.

come partecipare:

copia l'intero post sul tuo blog includendovi questo numero speciale

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Dopo qualche giorno cerca su Google questo numero per cercare tutti i blog che partecipano alla protesta e petizione. Potrebbe occorrere qualche giorno in più perchè il tuo blog appaia nei risultati a causa del modo in cui google indicizza i blogs.


Ho aderito anch'io alla sollecitazione dell'amica Harmonia pubblicando quanto sopra, nella speranza di raggiungere un gran numero di partecipanti e dissidenti tra gli amici che avranno la cortesia di passare da queste parti.

postato da: Masso57 alle ore 11:12 | Permalink | commenti (5)
categoria:giuste cause, diritti negati
giovedì, 10 maggio 2007

Risarcimento a oltre 4000 cittadini per evitare il procedimento penale

Ipred. E’ iniziata la schedatura di massa

Lo scorso 23 aprile, a proposito della normativa Ipred2, Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum affermava «il cittadino deve avere la certezza che le intromissioni nella sua vita privata siano eseguite solo da forze dell'Ordine e dalla magistratura, le uniche che agiscono per il più alto bene collettivo e non rispondono a meri interessi di parte».

Oggi, migliaia di consumatori, inconsapevolmente controllati nel loro uso personale di internet, sono accusati di avere violato la legge senza essere avvisati, sono costretti a difendersi, a proprie spese, dall’accusa di condivisione di file illegale mosse da una società tedesca detentrice di diritti d’autore, devono scegliere se accettare la proposta dello studio legale Mahlknecht & Rottensteiner che chiede di risolvere “bonariamente” con una transazione di 400 euro e la promessa di non ripetere più l’illecito (pena altri 10 euro di penale), per evitare che la Peppermint "provvederà a sporgere denuncia/querela penale e a intraprendere le azioni civili...".

“Ecco lo sconvolgente risultato – prosegue Adiconsum - della pessima legge Urbani unitamente alla direttiva europea Ipred1 che Adiconsum ha sempre contestato. E’ inammissibile che un privato, in questo caso una società discografica, possa chiedere ad un provider tutti i dati relativi ai movimenti effettuati con il pc dai parte dei loro clienti senza che questi ne sappiano nulla, peraltro a seguito di una procedura di indagine non certificata da strutture dello Stato. Non esiste privacy e vengono meno i principi primari del diritto. E’ una vergogna che per colpire l’industria criminale della contraffazione ci rimetta, come al solito il consumatore finale che effettua lo scambio di file senza scopo di lucro”.

Adiconsum ha già chiesto l’immediato intervento del Governo, che nel suo programma elettorale aveva previsto l’abolizione della legge Urbani, per tutelare i cittadini colpiti; chiede l’intervento dell’Authority della privacy affinché intervenga nei confronti della società tedesca Peppermint vista la violazione della privacy, condotta peraltro da una società, la Logistep AG, con sede a Steinhausen, in Svizzera, nazione non contemplata dalla normativa Ipred. Chiede l’intervento dei giuristi italiani affinché intervengano in difesa del più elementare diritto, cioè quello di essere indagati solo se esiste la presunzione di reato rilevato dalla magistratura”.

Tutti i consumatori che hanno ricevuto la raccomandata da parte dello studio legale Mahlknecht & Rottensteiner che intendono opporsi alle richieste possono rivolgersi alle sedi di Adiconsum.

postato da: Masso57 alle ore 09:51 | Permalink | commenti
categoria:informatica, censura, diritti negati
venerdì, 30 marzo 2007

TUTELA DELL’UTENTE NEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA              

                                    (TELEFONIA ED INTERNET)

 

L’autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha emanato la delibera n. 664/06 con la quale ha dettato disposizioni in merito alla fornitura, all’attivazione e disattivazione di servizi di comunicazione elettronica senza richiesta da parte dell’utente.

Il testo integrale della deliberà è consultabile sul sito www.agcom.it.

In base a tale delibera si stabilisce quanto segue:

- l’operatore che telefonando offre beni o servizi di comunicazione elettronica deve dire il proprio nome e cognome, il nominativo della società per conto della quale telefona ed anche lo scopo della telefonata. Alla fine della telefonata deve ripetere il proprio nome e cognome ed il nominativo della società per conto della quale telefona.

- Nel caso in cui il titolare dell’utenza telefonica decide di accettare la proposta, nel corso della telefonata deve essergli comunicato il numero della pratica ed i recapiti ai quali si può rivolgere per ulteriori informazioni.

- L’accettazione alla proposta ricevuta deve essere confermata per iscritto e pertanto deve essere inviato al titolare dell’utenza telefonica, un modulo di conferma che lo stesso dovrà sottoscrivere, con il quale formalizzerà per iscritto la sua adesione all’offerta ricevuta per telefono.

Tale modulo, che dovrà pervenire al recapito dell’utente entro il momento dell’inizio dell’esecuzione del contratto, conterrà anche l’avvertenza che, ove il servizio non sia stato richiesto, potrà essere fatta opposizione allo stesso. A tal fine sullo stesso modulo dovranno anche essere indicati i recapiti a cui presentare tale opposizione.

L’utente ha diritto di opporsi in ogni tempo e con qualsiasi mezzo ad una fornitura non richiesta.

Si ricorda altresì che l’articolo 57 del Codice del Consumo, richiamato dall’articolo 3 del Regolamento adottato con la sopraindicata delibera 664/06, vieta la fornitura di beni o servizi non richiesti e dispone che in questo caso il consumatore non è tenuto a pagare alcun corrispettivo.

In ogni caso la mancata risposta dell’utente ad un offerta di fornitura non significa prestare il proprio consenso a riceverla.

-  E’ vietata la disattivazione non richiesta di un servizio di comunicazione elettronica.

- L’utente che presenta reclamo in merito all’addebito di un singolo bene o servizio di comunicazione elettronica può sospendere il pagamento solamente di quel singolo bene o servizio ma deve pagare tutti gli altri importi non da lui contestati.

- L’utente ha diritto a recedere dai contratti conclusi a distanza senza penalità e senza doverne giustificare il motivo, entro 10 giorni lavorativi. 

- Il recesso deve essere comunicato all’operatore tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

Il termine per esercitare il diritto di recesso, salvo casi particolari, decorre:

A) per i beni: dal giorno in cui l’utente li ha ricevuti;

B) per i servizi: dal giorno della conclusione del contratto.

In ogni caso se le informazioni sulle caratteristiche essenziali del bene o del servizio sono state fornite all’utente dopo la conclusione del contratto, purché entro 3 mesi dalla stessa conclusione, il termine decorre dal giorno in cui sono state fornite. 

- Con preavviso di almeno un mese devono essere comunicate all’utente le modifiche alle condizioni contrattuali ed economiche del contratto e del suo diritto a recedere senza penali all’atto della notifica di tali proposte, se non le vuole accettare.

postato da: Masso57 alle ore 09:28 | Permalink | commenti
categoria:telefonia, diritti negati, truffe italiane
sabato, 13 gennaio 2007
Caro Amico e cara Amica siete invitati a partecipare…

martedì 30 gennaio 2007 alle ore 9:00 al Tribunale dell’Aquila si terrà dinanzi al GUP l’udienza preliminare a carico del magistrato Luigi Tosti

IMPUTATO

di omissioni di atti di ufficio per essersi rifiutato di tenere le udienze a causa di mancata autorizzazione ad esporre la MENORA’ EBRAICA a fianco del CROCIFISSO.
A
mici, associazioni, intellettuali, parlamentari e giornalisti (senza bavaglio) sarete testimoni dello storico momento!
Striscioni, bandiere, stendardi, cartelli e volantini saranno i benvenuti.
È gradita una mail ad: axteismo@yahoo.it per segnalare la propria presenza.
Aiutaci inoltrando questo messsaggio ai tuoi amici.
“Onesto è colui che cerca di adeguare il proprio pensiero alla verità delle cose.
Disonesto è colui che cerca di adeguare la verità delle cose al proprio pensiero”.
(Antico detto arabo)


Ecco uno stralcio dalla memoria difensiva scritta dal giudice Luigi Tosti e inoltrata al GUP:


Dio è nudo

“Ribadisco che non accetterei l’imposizione della croce uncinata nazista da parte dello Stato -e questo perché ripudio ed aborro i crimini compiuti dai cristiani nazisti- e che quindi -e a maggior ragione- non accetto l’imposizione del crocifisso.

E questo non solo perché si tratta di un simbolo che evoca in modo macabro e orrifico un messaggio immorale, diseducativo e psicologicamente deleterio, cioè un assassinio perpetrato da un Padre per assurde e inconcepibili finalità di “redenzione” di terzi “colpevoli”, cioè dell’Umanità “peccatrice”, ma anche per le intollerabili e ingiustificabili implicazioni di genocidi, di assassini, di torture, di criminale inquisizione, di criminali crociate, di razzismo, di roghi contro eretici e streghe, di schiavismo, di superstizione, di persecuzione razziale, di shoà, di rapimenti di bambini ebrei, di disprezzo delle donne e degli omosessuali, di intolleranza, di oscurantismo, di violazione e prevaricazione dei diritti umani alla libertà di opinione, pensiero e religione, di omertosa copertura dei preti pedofili, di truffe, di abuso della credulità popolare, di mercimonio di indulgenze, di bolle di componenda, di illeciti finanziari e via dicendo, crimini di cui la storia millenaria del crocifisso è irrimediabilmente intrisa.

Mi piace ricordare che la prima “gloriosa” comparsa del crocifisso negli “uffici giudiziari” risale ai Tribunali della “Santa” Inquisizione, quando si torturavano, si sbudellavano e si squartavano eretici, streghe, atei, omosessuali ed altri poveri disgraziati sotto la sua lugubre incombenza.

Essendo poi dotato di fondamenti etici e civili informati alla condivisione e all’osservanza dei fondamentali precetti del codice penale, della Costituzione italiana, delle Convenzioni internazionali sui diritti dell’Uomo e delle Convenzioni internazionali contro ogni forma di discriminazione, non intendo minimamente identificarmi in un Dio biblico assassino, terrorista, genocida, intollerante, stupratore, infanticida, schiavista, dispregiatore delle donne e degli omosessuali, razzista e a tal punto borioso e criminale da pretendere di essere venerato dagli uomini con sacrifici umani ed animali. La mia “debole” morale mi impedisce tutto ciò, anche se, ovviamente, non ho il minimo “astio” o disprezzo nei confronti di Dio, la cui unica colpa è quella di essere stato creato dagli uomini a loro immagine e somiglianza e, quindi, con le loro debolezze e con le loro inclinazioni criminali. Ritengo proprio che non ci sia alcun bisogno di andare ad Auschwitz per chiedere teatralmente a Dio “dove stesse” quando gli ebrei e i rom venivano sterminati nelle camere a gas e inceneriti nei forni crematori: chi non è ipocrita e non si è bevuto il cervello sa perfettamente che Dio stava dentro le menti criminali dei nazisti cristiani (e non islamici) che perpetrarono la shoà con la connivenza dell’assordante silenzio della Chiesa Cattolica e di Pio XII.

Se qualcuno si vuole ancora identificare in quel simbolo e intende ancora glorificarsi nell’ “Amore” del supposto unico Dio, lo faccia pure: ma lo faccia a causa sua, sulla sua persona, nei suoi templi, nei Tribunali dell’Inquisizione e in quelli della Sacra Rota, ma non lo imponga a me che, proprio “grazie ai Dio”, mi identifico in valori morali e civili diametralmente opposti. Su questi punti intendo tornare in prossimo futuro con argomentazioni più diffuse, non intendendo minimamente tollerare che la verità della storia e la verità delle cosiddette “Sacre Scritture”, cioè delle scritture che la Chiesa asserisce dettate da Dio in persona, possano essere mistificate -anche in provvedimenti giurisdizionali- sino al punto di attribuire a questo simbolo e a questo Dio valenze di tolleranza, di amore, di eguaglianza, di rispetto reciproco e di rispetto dei diritti umani che gli sono del tutto aliene: oltre al Re, anche Dio è nudo”.

Luigi Tosti
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categoria:diritti negati
martedì, 03 ottobre 2006
C'è pure questo nella Finanziaria:
Articolo 32
(Riproduzione di articoli di riviste o giornali)
1. All’articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate.
Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui al comma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29
”.

Non capisco perchè agli editori e non ai giornalisti..........
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categoria:diritti negati
sabato, 02 settembre 2006
«Non c'è limite alla vergogna nel triangolo degli schiavi. Il caporale vuole una ragazza da far violentare dal padrone. Questo è il prezzo della manodopera nel cuore della Puglia. Un triangolo senza legge che copre quasi tutta la provincia di Foggia. Da Cerignola a Candela e su, più a Nord, fin oltre San Severo. Nella regione progressista di Nichi Vendola. A mezz'ora dalle spiagge del Gargano. Nella terra di Giuseppe Di Vittorio, eroe delle lotte sindacali e storico segretario della Cgil. Lungo la via che porta i pellegrini al megasantuario di San Giovanni Rotondo. Una settimana da infiltrato tra gli schiavi è un viaggio al di là di ogni disumana previsione. Ma non ci sono alternative per guardare da vicino l'orrore che gli immigrati devono sopportare».

Fabrizio Gatti è il bravissimo giornalista de l'Espresso già protagonista sulla sua pelle per l'inchiesta sui CPT realizzata spacciandosi per extra comunitario.
Stavolta torna a graffiare con un aggiacciante servizio sugli schiavi di Puglia, vessati da agricoltori e proprietari terrieri, costretti a dare le loro donne in pasto ai caporali, a volte anche uccisi.
A quando l'arrivo dei Caschi Blu dell'Onu anche da noi?
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categoria:diritti negati
domenica, 27 agosto 2006

Libera nos a malo


RIMINI - "Secondo noi l'Italia deve essere cattolica e degli italiani. La sinistra pensa invece a un'Italia plurietnica". E' un Silvio Berlusconi scatenato e "condannato a restare in politica", quello che si è presentato al Meeting di Rimini. Un appuntamento che segna il rientro nella scena pubblica dell'ex premier dopo la lunga vacanza in Sardegna.

(fonte: Repubblica.it  - 25.8.06)

Di fronte alla volgarità di Berlusconi (noto massone, quindi scomunicato dalla Sacra Romana Chiesa, e divorziato, cosa che lo esclude dal ricevere i Sacramenti) che al meeting di Comunione e Liberazione (movimento “cristiano” ?) ha pronunciato queste vergognose parole, forse si dovrebbe far finta di niente.
Dodici anni di insulti e volgarità avrebbero dovuto allenarci, invece.....
Anche se, a dire il vero,  ci sarebbe da scandalizzarsi (eufemismo….) per l’applauso a riguardo della folla ciellina che dovrebbe dirsi cattolica (vedi Vangelo secondo Matteo: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 1Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me.E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna". Capitolo 25, dal versetto 30 al 46. Per la cronaca, nessun Matteo evangelista risulta iscritto mai al partito Comunista....).

Evidentemente per i ciellini contano più le parole di Berlusconi,gli interessi della Compagnia degli Affar…ehm, delle Opere che le parole di Gesù Cristo riferite dai Vangeli.

E sul giornale di ieri, un esempio da riferire a questi squallidi personaggi, una lezione d'amore per loro che sicuramente non li scalfirà dalle loro crudeli certezze.

Si era tuffata con la piccola per fare un bagno, ma il mare era mosso.
E' riuscita a far risalire la ragazzina sugli scogli, lei non ce l'ha fatta

Argentario, baby-sitter annega dopo aver salvato la bambina
 
GROSSETO - Salva dalle onde la bambina alla quale faceva da baby-sitter, poi viene trascinata dalle onde, e annega. E' accaduto all'Argentario, dove Iris Noelia Palacios Cruz è morta dopo aver soccorso una ragazzina di dieci anni con la quale si era tuffata dagli scogli per fare un bagno. La bambina, romana, era in vacanza in una casa della zona insieme alla famiglia, ospite da alcune settimane di una vicina di casa. Iris, ventisette anni e originaria dell'Honduras, si è gettata in acqua insieme alla ragazzina ma il mare mosso e il vento di maestrale hanno messo in difficoltà entrambe. E la donna, dopo esser riuscita a far salire la piccola sulla scogliera, non ce l'ha fatta a mettersi in salvo. E' stata la madre della bambina, sentendo le grida di richiesta d'aiuto dell'altra donna, a rendersi conto di quanto stava accadendo e a dare l'allarme, dopo aver trovato la figlia infreddolita e in lacrime sullo scoglio. Ma quando è arrivata la motovedetta della Guardia costiera, per la baby-sitter non c'era più nulla da fare. La bambina, invece, è stata trasportata all'ospedale di Orbetello e, benché ferita e sotto choc, non sarebbe in pericolo di vita.

(25 agosto 2006)

 

Quindi Iris Cruz, honduregna, è morta a 27 anni, nelle acque dell'Argentario, dopo aver strappato dall'annegamento una bambina di 10.
Da due anni lavorava in Italia come baby sitter per una famiglia romana in vacanza. Venerdì ha salvato la vita della loro bambina, ma ieri si è scoperto che non aveva i documenti in regola. I genitori della piccola sono stati così denunciati per violazione della legge Bossi-Fini. La Capitaneria di  Porto, subito intervenuta, ha ricostruito la tragedia. Il mare, che ieri ha toccato forza 4, era diventato pericolosissimo nel tratto di Cala del Bove per la risacca che si crea in prossimità di un grande scoglio. Proprio dove Iris e la bambina, in acqua per un bagno, si sarebbero trovate subito in gravi difficoltà. La baby sitter, dopo aver messo al sicuro la piccola, sarebbe stata risucchiata da una forte corrente di ritorno causata da un'onda. E per lei non c'è stato più nulla da fare.
I carabinieri hanno denunciato i genitori della bimba perché avevano assunto la baby sitter "in nero": "Colpa dell'inerzia della burocrazia: noi avevamo fatto tutto il possibile. L'anno scorso la richiesta d'ingresso; quest'anno il rinnovo della domanda, ma eravamo ancora in attesa della sanatoria, così come è successo del resto anche al datore di lavoro della madre" ha dichiarato la madre della piccola.
Il sindaco di monte Argentario Nazzareno Alocci ha già proposto di assegnare alla memoria della baby sitter la medaglia d'oro al valor civile. E il prefetto di Grosseto ammette che è un'ipotesi degna di attenzione.

Addio Iris , non ti preoccupare: se esiste un Paradiso, come quello in cui i buoni cristiani che applaudono  parole scellerate dicono di credere, là nessuno ti chiederà il permesso di soggiorno.

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mercoledì, 24 maggio 2006

FUORISTRADA IN CITTÀ - ANATOMIA DI UN DELIRIO COLLETTIVO

"All my life I have searched for a car that feels a certain way... powerful like a gorilla,  yet soft and yielding like a Nerf Ball"

"E'una vita che cerco una macchina che mi dia quella certa sensazione... potente come un gorilla, morbida come una palla antistress”

Homer Simpson

Si chiamano SUV, ovvero Sport Utility Vehicles. Rappresentano la categoria di autoveicoli che fa registrare i più spettacolari tassi di crescita nei paesi ad industrializzazione avanzata. In Italia nel 1998 rappresentavano già il 2,6% delle nuove immatricolazioni. Nel febbraio 2004 sono arrivati al 5,47%.
E' il segmento di mercato su cui si stanno concentrando i maggiori investimenti di marketing e comunicazione di molte case costruttrici. Negli USA al momento rappresentano circa il 20% del parco auto circolante e quasi il 50% delle vendite delle tre maggiori case automobilistiche del continente, le cosiddette big three: Ford, GM e Chrysler. Ciò significa circa 3.5 milioni di nuovi SUV all'anno. A questa crescita contribuiscono in massima parte gli abitanti di città, in USA come in Italia. Con la differenza che l'Italia con le sue strade tortuose e le sue croniche carenze di spazio rappresenta un terreno ancora più inadatto ad ospitare queste gigantesche creature.

Il SUV è uno strano ibrido tra una fuoristrada, una maxiutilitaria e una berlina, spesso inadatto sia al trasporto urbano che al fuoristrada, con consumi spropositati. I possessori di SUV sono per lo più abitanti di città che mai useranno l'auto per andare su percorsi accidentati. Prova ne è che solo una minoranza dei SUV in vendita sono dotati di ridotte, le marce adatte alla guida su terreni accidentati, in dotazione su soli 4 dei 10 modelli di SUV più venduti in Italia.

Molti i motivi che fanno di queste psuedofuoristrada urbane l'emblema della follia dell'ipermotorizzazione contemporanea e l'idolo polemico di un vasto movimento di opinione in tutto il mondo.

Regresso tecnologico.

I SUV sono i portabandiera di un processo di regresso tecnologico che in Italia come in gran parte dei paesi ad industrializzazione avanzata sta portando ad una perdita di efficienza energetica nel trasporto privato su gomma. Nel 1990 i consumi delle automobili italiane erano ancora i più contenuti d'Europa, effetto sia della ridotta dimensione media del parco auto circolante, sia dell'attenzione per i bassi consumi in presenza di alti costi unitari dei carburanti. Ma già nel 2001 i consumi medi del parco automobilistico nostrano avevano superato quelli di paesi come la Danimarca, la Finlandia, la Francia e l'Austria e – pur in mancanza di dati certi a riguardo ­ tutto lascia credere che la perdita relativa di efficienza abbia subito una ulteriore accelerazione negli ultimi 23 anni. Gran parte di questa perdita è dovuta all'aumento della stazza media delle auto, un aumento capace di vanificare tutte le conquiste della ricerca per motori più efficienti.

In effetti, come dimostrato dalle elaborazioni di Legambiente su dati dei costruttori, il consumo urbano delle 10 auto più vendute in Italia è in media di 17 km/lt per i diesel, 12,5 km/lt per le auto a benzina. Per i 10 SUV più venduti i consumi urbani si impennano a 9,9 km/lt per i diesel, 7,7 km/lt per la benzina. Questo vuol dire che i 10 SUV più venduti in Italia hanno consumi urbani del 60/70% superiori rispetto quelli delle 10 auto più vendute tout court. Interessante anche il confronto diretto tra SUV e berline con motorizzazioni uguali: il SUV X5 della BMW nella versione 3000 cc fa 5,6 km/lt, mentre la Serie 5, berlina della stessa casa con motore identico, fa 7,12 km/lt, ossia consuma il 21% in meno. La differenza è ancora più eclatante tra il SUV Mercedes ML e la berlina Serie E della stessa casa, che fanno rispettivamente 8,1 e 11,2 km/lt nella motorizzazione 2700 cc td: il SUV consuma quasi il 28% in più.


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categoria:diritti negati
mercoledì, 17 maggio 2006
ESISTE una legge dello Stato, che è difficile definire “contra personam”, visto che entrò in vigore il 30 marzo 1957.
Silvio Berlusconi aveva 20 anni allora, e le tv ed il resto erano ben lungi dal venire.
E non è una legge "comunista" o "liberticida" visto che a volerla fu Mario Scelba, non propriamente un bolscevico.
È la legge 361, «Testo unico delle leggi elettorali».
Articolo 10: «Non sono eleggibili (…) coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l’obbligo di adempimenti specifici, l’osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta».
Per esempio, i concessionari di frequenze televisive. Per esempio, Berlusconi.
Sarebbe tanto chiedere alla Giunta per le Elezioni di applicarla, una volta, almeno una?
Chiedo scusa per aver citato una legge dello Stato.
E soprattutto per aver usato espressioni volgari e superate come «legge» e «Stato».
In fin dei conti, sono un coglione.
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