sabato, 30 dicembre 2006


...ehm... e per chi ha ordinato massacri di donne, anziani, bambini e neonati a Falluja, Baghdad, Mosul e nei loro orrendi lager?
Per chi ha permesso Abu Grahib?
Se questa è la "democrazia" da esportazione, pietà l'è morta.
A quando l'esecuzione del signor macellaio Bush?

"Mr. Bush andrebbe arrestato, secondo le norme di un tribunale internazionale. Prima o poi dovrà subire un processo per «crimini di guerra» commessi contro la popolazione irachena."
(Dennis Halliday, ex responsabile Onu dell'«Oil for food» in Iraq)
http://www.disinformazione.it/intervistahalliday.htm
postato da: Masso57 alle ore 11:59 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 14 dicembre 2006
dal  "Corriere della sera" - 13 dicembre 2006

Pecunia non olet
E la ex vandeana Irene difende Lele Mora
Fu la pulzella dell'ortodossia cattolica, ma ora dice: senza di lui portavo a casa contratti poveri
di Gian Antonio Stella

Peccato non ci sia più Sergio Saviane. Chissà come si sarebbe divertito, l'inventore di neologismi immortali quali «mezzibusti», «pippibaudi», «velinari», a leggere l'intervista di Irene Pivetti sul suo disinvolto impresario Lele Mora. Ai tempi in cui la Signorina Presidente della Camera si dava arie da statista manco fosse l'imperatrice Teodora, Sergio aveva osato scrivere che pareva una «gobbetta soppressada», scherzosa definizione che i veneti danno di quelli che hanno la faccia, il pallore, l'aria da gobbi pur non essendo gobbi. E si era beccato una querela che, benedetta da un giudice che aveva lui pure scambiato la futura sexy-sciura Brambilla per l'imperatrice Teodora, era sfociata addirittura in una condanna. Pagata di tasca sua, giacché La Voce non c'era più, da quel gentiluomo di Indro Montanelli.
Ma ve la ricordate, all'epoca? Portava al collo la «croce della Vandea». Indossava severi tailleur modello signorina Rottermaier (vedi alla voce Heidi) bacchettando tutti quelli che osavano sorridere della sua solenne postura: «Il Presidente della Camera non ha sesso». Diceva di avere sul comodino libri «su santa Teresa». Sceglieva come slogan elettorale: «La tua anima a Dio, il tuo voto a Bossi». Bacchettava i cattolici troppo timidi: «La legge sull'aborto va rivista da cima a fondo».
Era così presa da questo ruolo di pulzella dell'ortodossia, che tuonava sul «preciso dovere di un cattolico di adoperarsi per convertire gli altri senza lasciarli nell'errore», denunciava Babbo Natale come «un ciccione commerciale», spiegava di «parlare spesso» col suo angelo custode e arrivava a teorizzare: «È dovere di un cattolico non sottoscrivere acriticamente l'articolo 18 della dichiarazione dei diritti dell'uomo che garantisce a ogni persona la possibilità di professare il proprio culto. L'obiettivo è la costruzione di una società nella quale il culto cattolico sia condiviso da tutti». Per non dire di quella volta che, non più presidentessa della Camera (dove ha incredibilmente ancora un ufficio), vinse la pigrizia (96% di assenze come deputato) per presentare una interrogazione dove chiedeva fosse impedito alle edicole dalle parti del Vaticano di esporre giornali porno. Insomma, direbbe Saviane, una «suoreta soppressada».
Pochi anni et voilà, eccola in cuoio e borchie sguainar la spada per difendere stavolta Lele Mora coinvolto nell'inchiesta di John Woodcock.
Lele che, stando al formidabile «Catalogo dei viventi» di Giorgio Dell'Arti e Massimo Parrini, dice di amare «la correttezza e la giustizia» ma che purtroppo è stato arrestato in un'inchiesta su un giro di cocaina («mai pippata»), accusato a Verona di procurare amichette ai calciatori, rinchiuso in galera per truffa («Non era una truffa. Uno mi aveva pagato l'affitto con assegni postdatati. E per evitare che li incassassi mi ha denunciato. Anche qui tutto si è risolto in nulla»), imputato per una evasione miliardaria: «Ho pagato il mio condono e tutto è andato a posto. Quando c'è un forte giro di soldi, qualche errore si può fare, capita a tutti. Ho sbagliato, ho pagato. Non erano cinque miliardi. Un miliardo e otto». Insomma, proprio il tipo che un tempo avrebbe confermato l'erinni Irene nelle sue marmoree convinzioni: «Se un giorno mia figlia mi chiedesse un consiglio, le sconsiglierei la politica e lo spettacolo: sono mondi umanamente scadenti». Una manciata di anni dopo, a suo agio in entrambi quei mondi, ecco come difende il suo Lele: «Non è Biancaneve, ma l'ho scelto proprio per questo. Prima sono sempre stata seguita da avvocati, tutti gran signori. Però portavo a casa un contratto che valeva la metà».
Traduzione: al diavolo i signori, pecunia non olet.

postato da: Masso57 alle ore 08:56 | Permalink | commenti (3)
categoria:fondi pubblici, truffe italiane
domenica, 03 dicembre 2006
“Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”
anonimo arabo


    Esempio di cambio della verità:



Federico Fornaro
Broglio mediatico: le 67 nuove tasse inventate da Forza Italia

Una delle parole d’ordine della manifestazione indetta da Berlusconi a Roma il prossimo 2 dicembre è dedicata alle“ 67 nuove tasse che Prodi ha introdotto e colpiscono tutti e tutto: persone, famiglie, casa, auto, imprese, persino i residenti a Campione d’Italia”
Per l’occasione sull’argomento sono state predisposte delle apposite magliette (prezzo 15,00 euro) e addirittura una tazza in ceramica per iniziare a rinfrescare la memoria ai militanti già di prima mattina davanti al caffelatte.
Negli interventi degli esponenti di Forza Italia nelle trasmissioni televisive dedicate alla finanziaria questo numero è ripetuto in modo ossessivo allo scopo di rafforzare il messaggio e impedire una discussione sul merito dei provvedimenti.  Su uno dei siti ufficiali del maggior partito del centro-destra (www.poteresinistro.it) le 67 nuove tasse sono commentate una ad una.
Potendo entrare nel dettaglio si scopre che, ancora una volta, è stato confezionato un “broglio mediatico” in piena regola, mescolando con consumata abilità mezze verità e falsi macroscopici.
Secondo Forza Italia la tassa n.2 introdotta dal governo Prodi sarebbe “Detrazioni invece che deduzioni”, ovvero una scelta di politica fiscale che tutto può essere definita meno che una nuova imposta.
Al numero 8 troviamo sotto la voce “Spese mediche” la decisione di rendere obbligatorio la fattura o lo scontrino fiscale per gli acquisti sanitari da portare in detrazione. Con tutta la buona volontà ci sfugge come tutto questo possa essere equiparato a una nuova imposizione.
Allo stesso modo al punto 19 viene spacciato come stangata fiscale l’obbligo di indicare nella dichiarazione dei redditi i dati identificativi di ogni immobile dichiarato, mentre  l’aggiornamento del catasto terreni per far emergere gli edifici ancora accatastati come rurali diventa una nuova tassa (n.20), al pari, del fatto che l’ “Eventuale riutilizzazione ai fini commerciali dei dati ipotecari e catastali può avvenire solo da parte di soggetti autorizzati dall’Agenzia del territorio, dopo aver corrisposto i tributi previsti” (n.24).

La n.37 è,forse, la più incredibile: viene fatta passare per una nuova tassa la “Patente a punti più cara”, ovvero la sanzione da 250 a mille euro per “chi non denuncia chi guidava l’auto, al momento dell’infrazione”. Continuando a scorrere l’elenco troviamo che la tassa n.45 sarebbe l’aumento “della sanzione amministrativa per infedele dichiarazione in caso di accertamento da studi settore, quando il contribuente non indichi in modo corretto le informazioni”. Anche i condoni per l’emersione del lavoro irregolare (n.51) e per la trasformazione dei co.co.co. in dipendenti a tempo indeterminato (n.52) rientrano nell’interpretazione, tutta forzista, nel capitolo delle nuove tasse.

Ma non è finita. Viene contrabbandata come imposta l’obbligo di “estendere ai contratti pubblicitari l’obbligo delle società di calcio di inviare per via telematica all’Agenzia delle entrate i dati sui compensi percepiti dai calciatori” (n.60) e addirittura si spacciano come stangata fiscale i “pieni poteri alla Riscossione Spa”, società inventata dall’allora ministro Tremonti (n.65).

Ciliegina sulla torta è la numero 67 dedicata al sacrosanto aumento del 50% del tasso convenzionale di cambio per i residenti a Campione d’Italia.

In questa breve rassegna ci siamo limitati ad indicare le bugie più macroscopiche, ma se si dovesse entrare nel merito specifico delle (presunte) nuove tasse le osservazioni sarebbero decine. Una per tutte: la tassa n.1 sarebbe l’IRPEF, che come tutti sanno non è stata inventata dall’attuale governo, che si è limitato ad una rimodulazione delle aliquote da cui una parte consistente degli italiani ricaverà un beneficio.

Per concludere ci permettiamo di suggerire ai propagandisti di Forza Italia la rilettura della voce “tassa” del Dizionario Garzanti della Lingua Italiana: “tributo corrisposto allo stato o ad altro ente pubblico come controprestazione di un servizio”.
Se si applicasse correttamente questa definizione alle “67 nuove tasse” si scoprirebbe che sono più quelle inventate che quelle realmente introdotte o inasprite con la legge finanziaria 2007 e che ancora una volta si sta perpetrando un “broglio mediatico” studiato a tavolino a danno degli italiani.

 
postato da: Masso57 alle ore 21:16 | Permalink | commenti (2)
categoria:
webband -no 8x1000-