sabato, 29 aprile 2006
«Il 25 aprile è una data all'origine della nostra Repubblica. Vorrei che questa assemblea potesse idealmente svolgersi a Marzabotto e quella collina annegata nel verde in cui si ricorda l'orrore: anche lì è nata la nostra Costituzione e la nostra irriducibile scelta di pace, la nostra irriducibile scelta di lotta contro la guerra e il terrorismo. Vorrei che facessimo insieme un pellegrinaggio nei luoghi dove sono morti i partigiani, quello che Calamendrei indicava ai giovani. In quei luoghi c'è l'origine della nostra Repubblica, e dobbiamo trovare nelle radici la forza per progettare il futuro dell'Italia, dell'Europa e del mondo».



Dal discorso di Fausto Bertinotti, nuovo Presidente della Camera
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lunedì, 24 aprile 2006


Laura, classe 1920.

L’ho conosciuta in biblioteca.
Quando racconta non ha paura di toccare il corpo degli altri, come molti vecchi o bambini.
La vecchiaia le ha tolto denti, capelli, udito, vista, l’ha totalmente disarmata, e senza armi può permettersi tanto: può toccarmi, invadere la mia bolla spaziale, addirittura carezzarmi se il racconto lo esige, anche se io sono un maschio e lei è femmina, la vecchiaia l’ha liberata dalla semantica della seduzione e dell’aggressione.
E quell’accento fiorentino che per fortuna è incancellabile, e già di per sé affabula ed affascina.
Mi racconta Laura: "Sembrano favolette a raccontarle, ma son cose vere".
E’ vero, sono favolette, fiabe con buoni e cattivi, principi, draghi e principesse, che a 86 anni, a volte, scopri essere state la tua vita.
"Noi si è toscani…si era andati in Francia perché i’ mi’ babbo gli era comunista e giù a Firenze hun gli davan lavoro. C’era il fornaio che gli lasciava un tozzo di pane in più perché gli faceva pena, ma un giorno gli disse "Oh ninni, mi hanno detto che se continuo a darti il pane mi chiudano la bottega… posso darti solo le ballotte (castagne bollite, ndr)…". Ed allora il mi’ babbo disse "Per carità di Dio, se ti fanno chiudere te è meglio che vo’ via io…". E così si ando’ in Francia, prima in Corsica e poi nel Midi. Il babbo lavorava in miniera ed io lavoravo con lui. Avevo 14 anni ed io lavoravo l’arsenico in miniera. Ci si stette 11 anni in Francia. Poi nel 1940 ci cacciarono via e si tornò qui. C’era quasi subito la rotta dei tedeschi. Madonna mia! La guera… La guera… Ora ti racconto una cosa che ho ancora paura quando la racconto…. Avevo una zia che la faceva la levatrice. L’aveva levato 408 bambini e gli andava per i paesi intorno… I tedeschi la trovarono a Schignano dove gli era andata a levare un bambino ed aveva il vestito sporco di sangue. I tedeschi dissero che lei gli era andata a curare i partigiani feriti e lei a dire "no no no… sono andata a levare un figliolo", ma quelli hun intendevan ragioni "Tu partigiani! Tu partigiani!". E così la portonno a Firenze, dalla banda di Carità… e lì giù botte giù botte. Noi hun si sapeva se era viva o morta. La mi’ zia mi aveva fatto da mamma, gli era come la mi’ mamma. Allora sai che feci? Presi ed andai a Firenze. Diobono che paura….! Trovai un bel ragazzo tedesco… gli andai vicino e gli feci: "Tu vuoi venire a letto con me?" lo presi a braccetto, così, e lo carezzavo e gli facevo sorrisi. Quello hun capiva l’italiano ma capiva. Me lo portai a Santa Verdiana (il carcere femminile, ndr) sorridendo e facendo la bischera. Bussai alla porta… la suora aprì ed io feci "Ordine del comando tedesco! Devo immediatamente vedere la signora tal dei tali! Presto aprite!" e la suora guardava i’ tedesco e faceva "…subito subito…". Con la mi’ zia potei dire solo "Zia! Tu sei viva! Ora devo scappare, ma ti si tira fori…!". A quel punto mi dicevo. "ed ora che fo’ con questo…?…". Mi portai il tedesco a passeggiare fino a via Cerretani… Lì c’è un vicolino… Insomma gli feci a ‘i tedesco: "Oh bello, io abito qui… guarda… ora vo’ su mi lavo, mi metto un bel vestito e poi…. si va a dormire insieme…"… calma calma mi infilai nel vicolo… Io dico che ‘i tedesco gli è ancora lì che mi aspetta…. I tedeschi entravano in casa e prendevano tutto. L’entronno anche a casa mia… "Kartoffen! Kartoffen!"… ma chi l’aveva le patate…!? Ed allora quelli presero i grappolini d’uva che si era messo a seccare per l’inverno, li buttarono in terra e li pestarono tutti con gli stivali… per spregio… La fame l’era tanta… a me ed alla mi’ cugina in fattoria ci dissero "figliole, farina hun ci s’ha… prendete codesto pezzetto di formaggio, ma attente a tedeschi…". Noi, tutte contente si scappo’ via co’ ‘i formaggio, attente a non farci vedere da’ tedeschi… Come gli era bono quel formaggio…! Ma sa ‘i cche ti dico…? La sarà stata la paura, la sarà stata la fame… ma io e la mi’ cugina ci ci sentì male… si stette tutta la notte in gabinetto… Poi l’americani… Ma poco prima de l’americani i tedeschi portonno in giro un figliolo…. L’aveva vent’anni… Gli avevan attaccato un cartello a ‘i collo, e su scritto "io ero partigiano"… Noi tutte donnine si stava all’uscio a guarda’ ‘sto povero figliolo e i tedeschi… con i fucili… "Rauss! Rauss!"… volevano che vedessimo… Alla salita per Schignano c’era un alloro, grande… Lo attaccarono lì e gli tiravano, tiravano, tiravano il collo… Alla mi’ mamma prese male e la cascava in terra… Un tedesco si avvicino’ e gridava: voleva che la mi’ mamma vedesse tutto… ed allora io e una signora, una da un lato ed una dall’altro, la si reggeva la mi’ mamma in piedi, per non farla andare in terra… Rimasero lì, i tedeschi, a bivaccare sotto a quel figliolo impiccato… Ed ogni tanto davano una tirata alla corda, per farlo muovere… sai…? Come una marionetta…
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categoria:diritti negati
sabato, 22 aprile 2006
Nel gergo di Internet,  per troll si intende un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati. Spesso l'obiettivo specifico di un troll è causare una catena di insulti; una tecnica comune consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale e arrogante su una questione già lungamente (e molto più approfonditamente) dibattuta, specie laddove la questione sia già tale da suscitare facilmente tensioni sociali.
In altri casi, il troll interviene in modo semplicemente stupido (per esempio volutamente ingenuo), con lo scopo di mettere in ridicolo quegli utenti che, non capendo la natura del messaggio del troll, si sforzano di rispondere a tono.





Palazzo Chigi, dal 1961 sede del Governo italiano, è un palazzo storico situato nel centro di Roma.
L'entrata principale del palazzo si trova in piazza Colonna di fronte alla colonna di Marco Aurelio, ma originariamente, e fino al XVII secolo, si trovava lungo via del Corso.






(semplice associazione di idee...)
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categoria:informatica
giovedì, 20 aprile 2006
© Cnr

Cuore più a rischio se sei depresso

La notizia.
Roma. Gli anziani italiani sono i più depressi d’Europa: il 42% della popolazione italiana ultrasessantacinquenne soffre di questa patologia, con una più alta incidenza tra le donne (52%) rispetto agli uomini (31%). E’ il risultato di un’analisi di un recente studio italiano longitudinale sull’invecchiamento, condotta da Stefania Maggi, ricercatrice dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (In-Cnr) di Padova. L’indagine dell’Ilsa (Italian Longitudinal Study on Aging), che ha preso in esame 5.600 soggetti, tra i 65 e gli 84 anni, scelti random da una lista di otto centri sul territorio nazionale, ha evidenziato questo alto tasso di prevalenza di sintomi depressivi, che si allinea ad analoghi, se pur inferiori, risultati rilevati tra la popolazione spagnola, e ben più alti di quelli del mondo anglosassone.
Il dato è molto importante se letto in relazione a quanto dimostrato sull’incidenza che la depressione o la semplice sintomatologia depressiva hanno, indipendentemente dalla presenza di fattori di rischio tradizionali, tanto nella predisposizione quanto nello sviluppo delle malattie cardiovascolari. “E’ stato infatti provato”, spiega Stefania Maggi, “che in soggetti colpiti da infarto al miocardio la concomitante o conseguente presenza di sintomi depressivi aumenta il rischio di progressione della malattia e di mortalità rispetto a chi, con lo stesso quadro clinico, non soffre di depressione. Soffrire di depressione diagnosticata o presentare sintomi depressivi pur essendo sani espone maggiormente a rischio di malattie coronariche”.
L’analisi dell’Ilsa conferma inoltre che la sintomatologia depressiva in età anziana aumenta significativamente la mortalità.
Come si spiega questo? “Sono state avanzate diverse ipotesi e presi in considerazione fattori eterogenei come quelli biologici, comportamentali e socio-ambientali”, riferisce Stefania Maggi, “e gli studi clinici e sperimentali sembrano far prevalere l’aspetto biologico: alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, che è il rischio biologico maggiore riscontrato nella depressione”. Anche “l’aggregazione piastrinica, che potrebbe comportare danni vascolari, e un’alterata regolazione neurovegetativa del ritmo cardiaco ipotizzerebbero, sia in termini eziologici che prognostici, le ragioni della plausibilità biologica del rapporto tra stati depressivi e eventi cardiovascolari”, conclude la ricercatrice.
Un invito dunque ai geriatri a non sottovalutare in pazienti con sintomatologia depressiva l’aumentato rischio di declino funzionale fisico, di eventi cardiovascolari e di mortalità che possono essere ad essa associati.

Domanda:
date le premesse, di quanto sono aumentati i cardiopatici nei cinque anni di governo Berlusconi?


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lunedì, 17 aprile 2006
da Libera Mente – 15 Aprile, 2006 – 00:45

Rita, una storia di emarginazione

 

Grazie alla sua denuncia e' stato possibile risalire anche all'assassino di Roberta Riina, ma il suo coraggio non e' stato premiato. Prima e' stata licenziata dal bar di via Principe Amedeo dove lavorava, poi anche i familiari l'hanno emarginata, infine e' stata costretta per la paura a lasciare il paese e a rifugiarsi in una struttura protetta, una casa famiglia dove e' ospitata a spese dell'amministrazione comunale. La protagonista di questa vicenda paradossale e' Rita, la trentottenne che due settimane fa e' riuscita a sfuggire a un tentativo di violenza carnale nella sua abitazione.

Su pressione del fratello Rita in un primo momento, passato lo spavento dell'aggressione, sembrava orientata a ritirare la denuncia. Poi, in quella donna di 40 anni dallo sguardo un pò ingenuo è scattato qualcosa. Qualcosa che forse covava dentro da anni, che ha a che fare con il sentirsi diversa, con l'emarginazione sociale, con il mondo visto sempre in qualche modo da fuori, da spettatrice, magari pedalando su quella bicicletta un pò malmessa con cui se ne andava sempre in giro. ''Non sono disposta a ritrattare, quell'uomo deve restare in galera...''. Con queste parole Rita e' riuscita a inchiodare l'uomo che avrebbe assassinato Roberta Riina e che avrebbe voluto, forse, farle fare la stessa fine. O forse, forse Rita non avrebbe parlato, avrebbe avuto paura, e poi chi le avrebbe creduto a quella ragazza un pò matta... E invece quando e' stata aggredita di notte nella sua abitazione, mentre dormiva, Rita ha reagito, ha urlato, si e' difesa disperatamente fino a mettere in fuga l'uomo che tentava di stuprarla. E nonostante il suo deficit psichico e' stata in grado di indirizzare gli investigatori sulla pista giusta. ''E' una donna di quarant'anni con il cervello di una ragazzina", ha spiegato l'assessore comunale ai servizi sociali Mimma Tortorici, che ha subito messo a disposizione una casa famiglia per ospitarla in una struttura protetta. Dopo la denuncia del tentato stupro infatti, la nosta comunità l'ha messa ancora più ai margini.  Il proprietario del bar di via Principe Amedeo dove lavora saltuariamente l'ha licenziata. Meglio non avere guai, deve essersi detto. Il fratello l'ha allontanata di casa: per la vergogna, ha detto. Ma lei non si e' arresa, come spiega Mimma Tortorici che ha raccolto il suo sfogo: ''E' ancora sotto choc e ha paura, ma non intende recedere di un passo. 'Quanto e' avvenuto e' ancora piu' grave, perche' Rita e' come una bambina, uno spirito libero, che ama uscire di notte da sola per strada, ma che proprio per questo ha attirato l'attenzione di chi voleva farle del male''. Di sicuro attorno alla donna e' subito scattata una rete di solidarieta'. Oltre ai servizi sociali del Comune, subito allertati dal sindaco Giuseppe Motisi, si e' mosso anche il dirigente del commissariato di Partinico, Carmine Mosca, che ha condotto le indagini sul maniaco: ''Ho intimato al proprietario del bar dove lavorava di revocare immediatamente il licenziamento, e ho anche parlato a muso duro con il fratello...''. Rita, che pure una casa ce l'ha e vive senza grossi problemi economici, adesso non ha piu' nessuno: il padre e la madre sono morti. I servizi sociali del Comune hanno segnalato la sua situazione al Dipartimento di salute mentale: ''Speriamo di trovarle una famiglia che sappia darle affetto e protezione - dice l'assessore - di certo non la lasceremo sola''.



La mia totale ammirazione e solidarietà a Rita, una donna forte, uno spirito libero soprattutto quando è difficile esserlo.
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categoria:diritti negati
sabato, 15 aprile 2006
Leggo sul diario di Pucci questa iniziativa di Soleterre per i bambini di Chernobyl.

Aiutaci a sorridere insieme

48582

 
Dal 3 aprile al 3 maggio puoi aiutare Soleterre ONLUS ad acquistare cibo e nutrizione via flebo, attrezzature sanitarie e diagnostiche garantendo ai bambini ricoverati nell'ospedale oncologico di Kiev Un sorriso in corsia.
Per sostenere questo progetto invia un SMS del costo di 1 euro al numero 48582 dal tuo telefonino per clienti Tim, Vodafone, Wind; e dai telefoni di rete fissa Telecom Italia abilitati o effettua una chiamata del costo di 2 euro al numero 48582 da rete fissa Telecom Italia.


       


 
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mercoledì, 12 aprile 2006
(com'è che non se ne parla granchè?)


Bruxelles, 10 aprile 2006 - 13:12
 
Ue, no al prezzo minimo sulla vendita di sigarette
 
La Commissione Europea ha inviato un avviso formale all'Italia per la legge che impone prezzi minimi per la vendita di sigarette. Lo ha reso noto la portavoce del commissario alla politica fiscale Ue, Laszlo Kovacs, spiegando di aver inviato all'Italia e all'Irlanda una lettera di messa in mora, primo passo della procedura di infrazione europea. La portavoce Maria Assimakopoulou ha spiegato che la legge vigente nei due paesi non e' in linea con la normativa comunitaria perche' "distorce la concorrenza e va solamente a favore dei produttori che in questo modo salvaguardano i loro margini di profitto". Contemporaneamente la commissione europea ha mandato, sempre con la stessa motivazione, un parere motivato a Francia e Belgio. (AGI)
 
La legge in questione - ricorda la Commissione Ue in un comunicato - è stata varata da questi stati membri per motivi di salute, cercare cioé di scoraggiare i fumatori. Lo stesso Commissario Kovacs ha osservato nella nota di essere "favorevole" alle misure degli stati membri volte ad attuare nuove politiche sanitarie. "Tuttavia - ha sottolineato -, queste devono rispettare la legge comunitaria e l'introduzione di prezzi minimi per le sigarette la viola".


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mercoledì, 05 aprile 2006
Mi telefona N., e mi racconta questo:
"Hai ricevuto il libro di Berlusconi sui 5 anni del suo governo?"
"No, non ho avuto il piacere...perchè, dici?"
"Allora, senti questa: a pagina 154 c'è scritto:
nel 2006 il reddito medio degli Italiani è pari a 27.119 dollari, mentre nel 2001 era di 24.670 dollari.

SAI PERCHE' IN DOLLARI?

Trasformalo in euro: il cambio di oggi è un dollaro pari a 0,83 euro; a maggio 2001 invece un dollaro valeva 2225 lire, cioè 1,15 euro

Nel 2001 il reddito era pari a 24.670 dollari. Nel 2006 è salito a 27.119, quindi il reddito in dollari è cresciuto di 2.449 dollari. E fin qui ci siamo. Applicando il cambio euro-dollaro, possiamo vedere come nel 2001 il reddito medio fosse di 28.370,50 euro e nel 2006, invece, siamo a 22.508,77.
Quindi, il reddito in euro è diminuito di 5.862 euro!!!

Ecco come nascondere di quanto  IN QUESTI 5 ANNI L'ITALIA E' DIVENTATA PIU' POVERA!"


(N. lavora in banca, e quando si tratta di pecunia ha naso e cervello finissimo...)
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categoria:menzogne
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