lunedì, 28 gennaio 2008

PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1.

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4.

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 5.

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.

Art. 6.

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art. 7.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Art. 8.

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.

I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 10.

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.

Art. 11.

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art. 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

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categoria:giuste cause
martedì, 15 gennaio 2008
L’operatrice Elena Zaccherini racconta cosa ha visto dall’Africa



“8066S New Holland - KAM 201 T, modello e marca del trattore sono le uniche cose certe di questa giornata. E anche le dimensioni del campo da seminare, 5 acri in tutto. Tutto il resto è incerto: il destino del paese, quanti morti ci saranno oggi, quanti siamo nel campo (bimbi e adulti assieme, tutti raccolti per la semina), come devo seguire le linee incerte del trattore per aiutare a seminare mais e fagioli assieme”. Inizia così il resoconto di Elena Zaccherini, operatrice sociale, coordinatrice del progetto "Ferrara, città sicura e solidale" del Comune di Ferrara. Elena si trova dal 29 dicembre a Chebole, nel distretto di Bomet, Rift Valley Province; un luogo già conosciuto cinque anni fa, quando venne come cooperante; “e ora sono tornata a salutare gli amici Keniani – aggiunge-. Gente semplice ma solida, un pastore protestante e la sua famiglia; con un gruppo di amici e l’aiuto di alcune organizzazioni sosteniamo la casa famiglia che questa gente ha creato: la Casa di Laura, che oggi ospita – e cerca di sostenere - 96 orfani”.
Elena racconta la miseria di un paese sprofondato proprio in questi giorni nella violenza etnica che sta sprofondando la popolazione nell’angoscia. “E oggi si deve seminare il campo; perché il cibo non si compra, ma si produce. Del resto siamo a quattro ore da Nairobi, e questa è una tipica e pacifica area rurale, a stragrande predominanza di Kalengin, Kipsigies per la precisione, che nel complicato mosaico delle tribù in Kenya significa, al momento, opposizione ; sostegno di massa a Raila Odinga, il candidato alla presidenza che denuncia brogli e inganni nella nomina a vincitore di Kibaki..
Sono arrivata in Kenya il 27 dicembre, il giorno delle elezioni, e ho viaggiato per arrivare qui. Ovunque file ordinate di votanti, lunghe anche centinaia di metri, che si snodavano, a seconda delle zone, dentro slum, lungo la strada, fuori dai maniatta masai. Tutte uguali, tutte sotto il sole cocente : pacifiche, silenziose e riservate ; la gente ha sentito molto questo voto. Molti si sono spostati proprio per votare.
E oggi siamo in attesa della lettura dei risultati finali. Non per questo ci si ferma ; ieri ha piovuto, Enok, il figlio del pastore è riuscito a trovare della benzina per il trattore (già pagata a prezzo maggiorato : nel giro di due giorni non se ne troverà più neanche una goccia in tutta la Rift Valley province), e ci siamo spostati nel campo.
Ci sono i lavoranti; Rodha e Rose, le figlie di Bet il pastore; Enok guida il trattore; tanti bimbi, ciascuno di noi con un grosso barattolo di semi, che andiamo a riempire dai sacchi al bordo del campo. Si semina. Mr. Bet in piedi in mezzo al campo sembra un antenna lui stesso ; tiene alta la radio, per riuscire a ricevere la stazione che sta leggendo l’interminabile e controversa lettura dei risultati elettorali. I commenti, ora preoccupati, ora ilari si intrecciano attraverso il campo; si urla, da un solco all’altro, per farsi sentire; i bimbi eccitati corrono a velocità impensabile, considerate le enormi zolle, e che alcuni sono scalzi, mentre altri indossano improbabili stivaloni da pioggia di taglia esagerata.
Vicoti, 15 anni con un passato di abbandono e violenza. Io imparo a seminare, lei che mi aiuta, l’italiano: "How do you say: I'll come to Italy soon?". Le traduco: "Verro’ presto in Italia" ma tu non lo puoi dire, penso. Del resto ho dei dubbi anche sulle mie reali possibilità di poterlo dire. Avrei il volo da Nairobi il tre gennaio, ma le strade sono troppo pericolose. Dovrebbe accompagnarmi Bet con il pick-up, ma è kipsigi, e a Nairobi la prevalenza è di kikuio. Anche ammesso di riuscire a superare un centinaio di chilometri di strada invasa da violenza, blocchi e macerie, arrivati alla fine della Rift Valley Bet rischierebbe la vita, e certo la macchina si trasformerebbe in una carcassa bruciata come le molte che vedro’. In ogni caso non abbiamo benzina.
Rachel, la moglie del pastore, supervisiona e partecipa alla semina. Le chiedo mentre i lavoranti aspramente inveiscono contro la lettura dei risultati delle sezioni elettorali della Rift Valley, "Rachel, perchè nel mezzo di questo caos siamo sparsi nel campo sotto il sole? E perchè seminiamo mais e fagioli assieme?" "Perchè sono una madre e devo pensare ai miei bimbi. Come te. E perchè mais e fagioli crescono meglio assieme".
E le persone no? Il Kenya ha sempre vissuto pacificamente la mescolanza delle proprie etnie. Per le donne africane il futuro è un incessante lavoro quotidiano. E la sapienza semplice. La combinazione di mais e fagioli assieme fissa l’azoto della terreno, impedendone l'impoverimento, e rendendo superfluo l'uso di pesticidi per controllare i parassiti. Per Rachel è semplicemente una cosa che faceva sua madre. La situazione comincia a precipitare: lo capisco dalla rabbia della gente che si raccoglie sotto un acacia in mezzo al campo, dove Mr. Bet con radio e cellulare cerca di capire come la crudele illusione della democrazia sia manipolata in questo momento dai potenti di turno.
Siamo tutti preoccupati. Eric, l’altro figlio del pastore, chiama da Kericho, zona di sterminate piantagioni di verdissimo te. Sono scoppiati I primi disordini: folla, violenza, la polizia spara, ci sono dei morti, negozi saccheggiati, autobus rovesciati e bruciati; lui è nascosto assieme ad altri che si sono barricati in un edificio. La gente comincia ad annusare l'inganno. Qui la rabbia si sfoga contro I kikuio e I Kisii, le due tribù che sostengono il presidente. Si comincia la distruzione dei negozi, delle case. E da Nairobi, il silenzio delle fonti ufficiali, il black out informativo. La gente dice che Odinga ha avuto la stragrande maggioranza dei voti, ma Kibaki intende giurare come presidente senza che la validità e regolarità delle elezioni venga verificata.
Torniamo tutti a casa, oltre i campi ; due amici kenyani, compagni d’università di Rose, ci raggiungono da Eldoret, la città col più alto numero di morti nei giorni successivi. Ci descrivono una situazione di caos, fuoco e violenza lungo tutta la strada : tutte le macchine e autobus vengono fermati : se per disavventura e incauta decisione tra gli occupanti si trovano Kisii o Kikuio, il mezzo viene bruciato, e la gente deve scappare. La mattina dopo c'è uno strano silenzio ovunque. Sospesa ogni trasmissione radiofonica e televisiva fino a nuovo ordine. Le ricariche per i cellulari sono introvabili, e le persone non riescono neppure più a chiamarsi da un capo all’altro del Kenya per capire cosa succede. In un ansia e panico crescente diventa chiaro che non è possibile comunicare, nè spostarsi. Il Kenya è in bilico. E mentre tutti trattengono il fiato, senza preavviso, riprendono le trasmissioni : Kibaki giura come presidente del Kenya e torna il blak out.
Tutto precipita : vicino alla scuola dove ci troviamo, i due centri principali della zona vengono dati alle fiamme. A Bomet l’esercito ha scaricato un reparto di forze speciali, si sente sparare, ci sono morti. A Litein bruciano case e negozi. Non chiudiamo occhio tutta notte. Si vedono i fuochi intorno, si sentono le urla della folla di giovani spostati che al di la delle ragioni politiche sfoga così la rabbia di un paese in cui l’ economia è in caduta libera e dove anche prima delle elezioni il futuro, per la maggioranza della gente, è un sogno sfuocato. "Tomorrow is only a dream" recitava l-adesivo sopra la testa del guidatore dell’autobus che qualche giorno fa i ha portato fin qui.
E di nuovo è buio, tutti assieme nella cucina col tetto di paglia. Sento urla poco lontane. "Cosa succede?" chiedo. "Sono i nostri vicini". Dall’altra parte del campo vedo le tonde capanne e le case di legno. "Stanno bruciando la casa di un Kisii, ha votato Kibaki. E quando hanno finito vanno a sgozzargli le capre". "Ma perché lo fanno? Vivete assieme!" Rose scuote la testa senza risposta.
"E loro dove sono?" "Se ne sono andati due giorni fa"
Anche io sono riuscita a scappare. Uso scappare, perché è una parola codarda, e codarda mi sono sentita. Uso scappare perchè ho deciso di farlo quando hanno cominciato a sparare davanti alla casa, oltre gli alti eucalipti, mentre un autobus di Kisii veniva fermato, bruciato, e tutti venivano fatti scendere. Uso scappare perchè ho potuto farlo solo grazie a Bet, che ha usato per me l’ultima benzina rimasta, e con un pik up carico di sette soldati armati mi ha permesso di raggiungere Tenwek, un ospedale missionario americano a circa 15 km.
Abbiamo usato strade dell’interno, sconnesse, nascoste. E passandomi davanti agli occhi, nella sua normalità dal futuro incerto e drammatico, tutto si è velato di dolore: le case, il verde rigoglioso, i bimbi lungo la strada, gli sguardi delle donne, ignari e curiosi, gli asini lenti. Due bimbe, di non più di tre e due anni, al passaggio del pick up, sono scappate abbandonando al centro della strada una piccola tanica d’acqua che la grande portava sulla schiena, grazie ad una striscia di stoffa a fiori colorata. Il pick up ha dovuto frenare di colpo, e tutti abbiamo riso. Io ho pregato che questa potesse essere per lei l’ unica paura nelle prossime settimane o mesi.
Il giorno dopo, negoziando la protezione di una una macchina di scorta dell-esercito, io e la famiglia di un radiologo americano, siamo riusciti a salire su un volo di emergenza della Missionary Aviation Fellowship (un particolare ramo di missionari protestanti che svolgono il loro ministero appoggiando con i propri aerei le missioni evangeliche dell-East Africa). Lungo la strada verso la pista polverosa e sconnessa, cisterne della benzina bruciate, pietre e tronchi di traverso sulla strada ; i resti di decine e decine di fuochi sull’asfalto e di edifici fumanti.
Sento di avere tradito i miei amici, lasciandoli; da Nairobi mando loro richariche per il cellulare, per dar loro la possibilità di fare almeno chiamate di emergenza. Non posso fare altro, e tenerli informati Mi dicono che è finito zucchero, farina, uova ; Gordon Brown oggi ha parlato con entrambi i leader invidandoli ad una dichiarazione congiunta che fermi la violenza. Ieri ad eldoret è bruciata la chiesa. Sono morti sopratutto donne e bambini. Con gli stessi sorrisi dei bimbi che domenica cantavano allegri nella chiesa de legno del villaggio vicino a noi. Ho il cuore pesante e solo domande.
Ho telefonato a Bet poco fa. Gli ho chiesto "Cosa fate ora?"
"Ora seminiamo, senza il trattore. Kasi Iendelee" Mi dice, ridendo amaramente.
In Swahili "Il lavoro continua", è lo slogan dell’avversario, Kibaki.
Ringrazio Mr. Bet e la sua famiglia per quello che hanno fatto per me. E spero che qualcuno possa fare qualcosa per loro e per il Kenya.


© per il testo: Elena Zaccherini, estense.com
  per l'immagine: fonte BBC    

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categoria:giuste cause, diritti negati
venerdì, 09 novembre 2007

Ancora notizie sulla BOLLETTA TELEFONICA
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Entro il 15 dicembre gli operatori della telefonia devono adeguare le proprie procedure  per rendere effettiva l’applicabilità della delibera n. 418/07/CONS  “Disposizioni in materia di trasparenza della bolletta telefonica, sbarramento selettivo di chiamata e tutela dell’utenza” emessa dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

 

Vediamo insieme le principali novità:

 

A) Sbarramento  selettivo di chiamata in uscita: è una prestazione gratuita grazie alla quale l’abbonato, previa richiesta al fornitore del servizio telefonico, può impedire che vengano effettuate chiamate verso determinati numeri o tipi di numeri (Articolo 2).

Ci sono diverse opzioni:

- il blocco selettivo di chiamata a P.I.N.  che consente all’abbonato che ne abbia chiesto l’attivazione di bloccare o di sbloccare, gratuitamente e autonomamente attraverso un codice personalizzato (PIN Personal Identification Number), le chiamate verso le numerazioni diverse da quelle gratuite, da quelle ad addebito ripartito, da quelle geografiche nazionali e da quelle per servizi di comunicazioni mobili e personali;

- il blocco permanente di chiamata che consente all’abbonato, previa richiesta, di bloccare, gratuitamente, in modalità permanente, fino a nuovo ordine da parte dell'utente medesimo, le chiamate verso le numerazioni diverse da quelle gratuite e da quelle che offrono servizi di informazione abbonati, che inizino con le seguenti numerazioni: 144, 166, 892, 899, 163, 164, 4, 30X (dove X è un numero diverso da 0 e 6), 31X (dove X è un numero diverso da 0 e 6), 0088X (dove X è un numero diverso da 0 e 6), 00126, 001345, 00147, 001670, 00175, 00176, 00178, 00370 00372,  e tutte le altre numerazioni che servono per effettuare chiamate internazionali e satellitari il cui prezzo è superiore a quello applicato da Telecom Italia alla Zona 6 (si tratta della tariffa più alta);

- blocco selettivo di chiamata che consente di sbloccare o di bloccare, gratuitamente e autonomamente attraverso un codice personalizzato (PIN Personal Identification Number) le chiamate verso le numerazioni associate a servizi con sovrapprezzo.

Per le reti mobili il blocco selettivo di chiamata e' offerto, gratuitamente, in
modalità permanente o con modalità gestita autonomamente dall’utente attraverso un codice personalizzato (PIN Personal Identification Number) anche attraverso la SIM card.

Se l’abbonato fa richiesta all’operatore della telefonia di una delle opzioni dello sbarramento selettivo di chiamata che prevede l’abilitazione e la disabilitazione delle chiamate mediante un codice personalizzato (PIN), quest’ultimo è inviato o comunque portato a conoscenza dell'abbonato richiedente con apposita comunicazione riservata.

Gli operatori  della telefonia sono tenuti a diffondere informazioni adeguate ed aggiornate in merito alla disponibilità gratuita dello sbarramento selettivo di chiamata ed informano ciascun abbonato, in forma scritta, chiara e comprensibile anche delle modalità per attivare, escludere o variare una o più opzioni.

 

B) Bolletta telefonica (Articolo 3).
 

Al fine di rendere più trasparente la bolletta telefonica l’abbonato può richiedere che, in allegato alla fattura, gli siano inviati due distinti bollettini di conto corrente uno per il pagamento di eventuali servizi a sovrapprezzo e uno per il pagamento del rimanente traffico e dei servizi supplementari.

La bolletta, inoltre, deve riportare almeno le seguenti informazioni:
- deve essere indicato SEPARATAMENTE il totale dovuto per il traffico telefonico ed il totale da pagare per servizi a sovrapprezzo, IVA inclusa;

- i costi devono essere riepilogati per voce omogenea per ciascuna delle quali deve essere indicato il totale parziale;

- il dettaglio dei costi deve indicare, in caso di servizi a sovrapprezzo o di chiamate verso numeri internazionali o satellitari, il titolare della numerazione o, se questo non è noto,  l’operatore per conto del quale si effettua l’addebito;

- nel caso di opzioni o promozioni che, a titolo oneroso, diano luogo al diritto di usufruire di una quantità di servizi predeterminata, in termini di tempo o di volume, deve essere indicato il totale parziale e deve esserci una chiara demarcazione, nell’elenco delle singole chiamate, tra quelle che rientrano nella suddetta quantità predeterminata e quelle, tariffate a consumo, che vanno oltre tale quantità;

- devono essere indicati in grassetto gli eventuali servizi supplementari cui l’abbonato ha aderito e il relativo costo;

- le conseguenze del ritardato o del mancato pagamento della bolletta, in particolare, l’eventuale tasso di interesse di mora applicato, le procedure per la sospensione della fornitura e le eventuali spese che in tal caso potranno essere imputate al cliente;

- il piano tariffario applicato, le eventuali promozioni attive ed il periodo di tempo in cui sono valide;

- la data di emissione e di scadenza della bolletta;

- la situazione dei pagamenti delle bollette precedenti, indicando se risultano bollette non pagate;

- il profilo di consumo bimestrale.

   

C) Periodicità della fatturazione (Articolo 4).

In caso di traffico non fatturato in precedenza, l’operatore, al momento della fatturazione, deve indicare che l’abbonato può chiedere di effettuare, per gli importi oggetto di ritardata fatturazione, un pagamento rateizzato, senza interessi,  per un periodo di durata almeno pari al ritardo dell’invio.

D) Altre disposizioni a tutela degli utenti (Articolo 5).

Gli operatori della telefonia forniscono agli abbonati, a richiesta e gratuitamente, un servizio di immediato avviso telefonico, anche  via sms o messaggio vocale registrato, al superamento di una soglia di spesa scelta dall’abbonato tra più valori proposti  dall’operatore. Uno di tali valori dovrà essere pari al triplo dell’importo della media dei consumi degli ultimi tre bimestri.
In ogni caso, i servizi a sovrapprezzo in abbonamento ed i conseguenti addebiti devono essere interrotti dagli operatori della telefonia a decorrere dalla semplice richiesta telefonica dell’utente mediante chiamata al numero di assistenza clienti, nonché mediante eventuali ulteriori modalità telematiche messe a disposizione dall’operatore. In caso di richiesta telefonica, gli operatori della telefonia possono chiedere all’utente una registrazione vocale della richiesta o un SMS per confermare la richiesta telefonica.

 

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categoria:telefonia
venerdì, 12 ottobre 2007



Aiutiamo il popolo Birmano aggiungendo questo post e queste immagini al proprio blog.(Questo è un nuovo tipo di protesta on line che usa i blog per diffondere globalmente una petizione, per partecipare seguite le istruzioni del post).
S
i tratta di democrazia e diritti umani basilari.
Per favore aiutate a prevenire una   tragedia umana in Birmania (Myanmar)
aggiungendo il vostro blog e chiedendo ad altri di fare lo stesso. Passando il testimone attraverso la blogosfera, speriamo di generare maggiore consapevolezza e di evitare un massacro. In quanto attenti cittadini del mondo, questo è quanto noi bloggers possiamo fare.

come partecipare:

copia l'intero post sul tuo blog includendovi questo numero speciale

1081081081234

Dopo qualche giorno cerca su Google questo numero per cercare tutti i blog che partecipano alla protesta e petizione. Potrebbe occorrere qualche giorno in più perchè il tuo blog appaia nei risultati a causa del modo in cui google indicizza i blogs.


Ho aderito anch'io alla sollecitazione dell'amica Harmonia pubblicando quanto sopra, nella speranza di raggiungere un gran numero di partecipanti e dissidenti tra gli amici che avranno la cortesia di passare da queste parti.

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categoria:giuste cause, diritti negati
mercoledì, 12 settembre 2007

Ciao, il mio nome è Arild Ovesen.
Soffro di 54 malattie rare e mortali, cattivi risultati scolastici, eiaculazione precoce, paura di venire rapito e ucciso mediante elettroshock anale, e senso di colpa per non aver inoltrato 50 miliardi di catene di Sant’Antonio mandatemi da persone che pensano davvero che se uno le inoltra, la povera piccola bambina di 6 anni a Foligno con un tricorno in fronte non riuscirà a procurarsi abbastanza denaro per toglierlo prima che i genitori la vendano al Circo Orfei. Prima di tutto devi mandare questa lettera a 7491 persone entro i prossimi 5 secondi, altrimenti verrai stuprato/a da un montone impazzito e poi gettato fuori da un edificio altissimo per cadere in una collina d’escrementi animali. Se non lo farai, a causa di uno strano virus la ventola dentro il pc si metterà a girare al contrario e vi risucchierà il processore. Dopo una serie di lampi di colore blu, dal vostro lettore cd (se avete il masterizzatore è peggio), uscirà il totem (o tantra) della buona sorte che ha già fatto il giro del mondo tre volte (e mi ha confidato di essersi rotto il c... perché vorrebbe starsene cinque minuti a casa), vi appoggerà alla pecorina sulla tastiera, indipendentemente se siete donne o uomini.
Per ogni messaggio che manderete all’indirizzo boccaloni@bocaloni.it un’associazione donerà un quarto di dollaro per comprare un nuovo aereo all’aviazione americana che servirà per tirare giù un’altra funivia in Italia.
E per ogni mail che manderete alla Microsoft o che manderà un’altra persona dopo avere ricevuto l’informazione da voi, vi verrà portata una pizza quattro stagioni a casa vostra da Bill Gates in persona. Io all’inizio non ci credevo, poi ne ho spedite tante e dopo tre settimane, mi è arrivato addirittura un calzone farcito!!! È del tutto vero!!! Perchè questa lettera non è come tutte quelle false, QUESTA è del tutto autentica!!! Del tutto vera.
Ecco il programma:
Mandala a 1 persona: 1 persona si incazzerà perchè gli hai mandato una stupida catena di Sant’Antonio.
Mandala a 2-5 persone: 2-5 persone si incazzeranno perchè gli hai mandato una stupida catena di Sant’Antonio.
Mandala a 5-10 persone: 5-10 persone si incazzeranno perchè gli hai mandato una stupida catena di Sant’Antonio, e forse valuteranno l’opportunità di sopprimerti. Mandala a 10-20 persone: 10-20 persone si incazzeranno perchè gli hai mandato una stupida catena di Sant’Antonio, e faranno saltare te, la tua casa, la tua famiglia e il tuo gatto in aria.
Erode Scannabelve, un pediatra mannaro di Trieste, non spedì a nessuno questa mail: dei suoi tre figli uno cominciò a drogarsi, il secondo entrò in Forza Italia e il terzo si iscrisse a Ingegneria dei Materiali.
Turiddu Von Wasselvitz, un allenatore di farfalle da combattimento austro-siculo, si fece beffe di questa mail ad alta voce, e in quello stesso istante gli esplose la testa. Meo Smazza, pornodivo shakespeariano, non diede alcun peso a questa mail: ignoti gli riempirono un profilattico di azoto liquido, e lui se ne accorse solo dopo averlo indossato.

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categoria:menzogne
mercoledì, 29 agosto 2007

 

Questo post è assolutamente geniale!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine: © radiomarconi.it

 

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domenica, 15 luglio 2007

di Furio Colombo

Chi avesse assistito nella mattina di venerdì 13 luglio al dibattito al Senato sul riordino dell’ordinamento giudiziario avrebbe notato subito un grave errore nel “manifesto per il Partito democratico” firmato da Rutelli, Chiamparino, Cacciari, Follini. Quel manifesto, pubblicato lo stesso giorno da Europa col titolo “Il coraggio delle riforme” dice: «È finita la lunga stagione in cui la coesione del centrosinistra è stata garantita dall’antagonismo verso Berlusconi». Ecco la prova dell’errore.
Il senatore Gerardo D’Ambrosio si era appena alzato a parlare sulla legge che deve cancellare la nefanda “riforma Castelli” quando la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco è scesa nell’emiciclo per urlare all’ex procuratore della Repubblica di Mani Pulite: «Delinquente, assassino, zitto assassino, questo è il tuo giorno!». Anna Cinzia Bonfrisco, pur essendo immensamente volgare nonostante capelli e trucco già pronti per una festa e un abito argento da pubblicità dei cioccolatini, non è matta. E infatti il senatore Schifani ha ingiunto a D’Ambrosio di chiedere lui scusa alla senatrice insultante. E Buttiglione le ha baciato la mano. Tutti hanno ricevuto gli ordini e il messaggio. La sera prima Berlusconi era in televisione, due “dirette” di Rai e di Sky (oltre al Tg 2). Dirette che non toccheranno mai a George W. Bush quando avrà lasciato la Casa Bianca e non toccheranno mai a Chirac, a Shroeder, persino al carismatico Tony Blair. Insomma, mai a nessuno, in Paesi di normale democrazia.
In Italia Berlusconi è tutt’ora in grado di stare, come vuole e quando vuole, al centro della scena. È in grado di prendersi la “diretta” e di incitare il Paese alla rivolta. Berlusconi in una piazza di Napoli ha mentito per due ore. Ha detto persino (citazione) «Ho fatto più di trenta riforme, 106 opere pubbliche e 12 codici». Proprio così. Ha detto «12 codici». E ha chiamato l’Italia alla rivolta. I suoi senatori ci stanno.
Invano i capigruppo Zanda dell’Unione e Russo Spena di Rifondazione difendono D’Ambrosio e invocano il ritorno alla ragione. La manifestazione indecente si porta via una buona ora nella triste storia di questo Senato. Ma il punto è stato fermamente segnato.
Berlusconi è (politicamente) vivo e combatte insieme a loro. Perché ripetere il grande errore di negarlo? A beneficio di chi? Non del Partito democratico.
***
Ma ecco ciò che sto per dire ai lettori di questo giornale, a coloro che mi seguono la domenica e che rispondono con e-mail di obiezioni e sostegno, approvazione e dissenso ai miei interventi: intendo candidarmi alla segreteria del nascente Partito democratico. Questo, vi è chiaro, non è l’annuncio del giornale l’Unità, che resta libero e aperto a tutte le candidature (speriamo molte). È l’annuncio di un candidato.
Immagino una prima legittima obiezione: ma non avevamo detto di fare spazio ai giovani? È una obiezione giusta è non c’è alcuna risposta logica se non questa: ognuno fa (deve fare) quello che può, quando può. Se lo fa bene, in una situazione che interessa tutti (o tanti) come questa, lo fa per passare il risultato agli altri. Che vuol dire: prima di tutto, per cambiare il gioco. O almeno per arricchirlo, se ci riesce, naturalmente.
La seconda obiezione è mia, nella forma di una incertezza. Si può partecipare alle elezioni primarie per la segreteria del Partito democratico, con una serie di regole che sembrano scritte per gli apparati dei partiti (i due “grandi”, Ds e Margherita), i soli ad essere presenti e a poter agire in fretta su tutto il territorio del Paese?
Vorrei ricordare che le elezioni primarie americane si svolgono nell’arco di molti mesi, Stato per Stato, luogo per luogo, quasi mai con coincidenza e sovrapposizione di date, e che ogni singolo episodio (vincere o perdere nel Vermont o in quale graduatoria ci si piazza nelle primarie del Maine) si riflette sia nel luogo sia nella opinione pubblica nazionale (nel 1980 Bush padre prevaleva su Reagan in alcune singole primarie, ma Reagan guadagnava sempre più favore nei sondaggi, anticipando i risultati delle votazioni successive).
Non dubito che gli addetti al disegno definitivo di percorsi e di regole - proprio perché scelti e nominati e insediati in base, devo pensare, a esperienza e buon senso - si porranno il problema più importante per questa nuova entità politica: come si nasce nel nuovo partito (dalla partecipazione alla candidatura) se non si è figlio di uno dei due partiti?
Intendo infatti rappresentare coloro che figli dei partiti non sono, non hanno alcun passato partitico da ricordare o da dimenticare. Intendo portare al centro dell’attenzione dei nuovi democratici lo squilibrio sociale nel quale vive il nostro Paese e la cui descrizione e interpretazione abbiamo affidato - chissà perché - soltanto agli uffici studi di banche e imprese, mostrando invece una sorta di istintivo fastidio, quasi una reazione allergica, se, quando parlano i sindacati.
***
Userò ancora per un momento il “manifesto” Rutelli-Chiamparino- Cacciari-Follini per indicare la diversità (e anche, se volete, l’estraneità) della mia candidatura rispetto a ciò che fino ad ora è stato detto e anche celebrato.
Dicono i nostri, fra l’altro, che «modernizzare l’Italia non è solo indispensabile ma può essere popolare». Affermo che la vera innovazione e modernità del Partito Democratico non è una gettata di cemento in più o in meno ma riconquistare, attraverso comunicazione chiara e immediata, attraverso il contatto continuo e l’ascolto, la partecipazione dei cittadini, che sono, o si sentono adesso, troppo lontani dai punti di decisione e troppo estranei ai modi in cui si decide. Vicenza è un capolavoro negativo, da non ripetere. Nessuno, mai, (tranne la finta rappresentanza istituzionale di un sindaco inadeguato) ha interpellato o ascoltato i cittadini di quella città sulla base Usa da costruire. Il mio modello sono i town meeting (assemblea di città o di villaggio) di Bill Clinton. S’intende che la decisione finale era responsabilità del presidente. Ma prima il presidente girava mezza America per spiegarsi e ascoltare, due atti essenziali di un governo moderno.
«Coesione sociale è il futuro», affermano i “coraggiosi” di Rutelli. Ma coesione sociale è un punto di arrivo, non di partenza. Sul terreno troviamo un’Italia spaccata e divaricata in cui gli operai vengono ammoniti a non pretendere troppo sulle pensioni, ma è “moderno” stare bene attenti alle “giuste richieste” delle imprese.
Aggiungono i “coraggiosi” che bisogna dare «potere alla creatività dei giovani, un ascensore sociale che torni a far salire talenti, merito, lavoro».
Traducendo dallo stretto politichese, io dirò (direi, se risulterà possibile candidarsi) che ci si deve impegnare nel sostegno - e rifinanziamento - della scuola pubblica e dei suoi insegnanti; che occorre motivare le banche a sostenere con prestiti sulla parola i giovani universitari che non hanno la protezione di una famiglia agiata, ma meritano il prestito (come negli Usa e in Inghilterra) in base ai voti; che il merito non conta niente nel mondo del precariato e della raccomandazione. E che dunque tutto ricomincia dalla squalifica del familismo professionale (i genitori fortunati a cui subentrano figli o nipoti fortunati) e dal ritorno di concorsi bene organizzati e tecnicamente irreprensibili.
Nel manifesto dei “coraggiosi” trovo una frase inspiegabile in un testo politico. È la seguente: «È urgente uscire dall’inverno demografico». Sono stupito e dirò perché. Il problema di governare è creare accesso alle scuole, anche quelle specialistiche, anche quelle costose; al lavoro, attraverso un disegno dei percorsi che non abbandoni i giovani alla solitudine (più soli, più poveri); alla casa, attraverso progetti e programmi che, da decenni, non esistono più. Tutto ciò è urgente, ed è responsabilità pubblica. I figli sono una splendida scelta privata su cui i politici, in un contesto politico, non hanno niente da dire.
***
Trovo strana, infine, e un po’ minacciosa, la frase finale (dunque, in senso retorico, la più importante) del manifesto Rutelli-Chiamparino-Cacciari-Follini che alcuni considerano fondativi del nuovo Partito Democratico. Trascrivo: «La maggioranza che ha vinto deve governare i cambiamenti. Sappiamo che potrà essere confermata solo se soddisferà le attese degli elettori. Altrimenti il Partito Democratico dovrà proporre una alleanza di centro sinistra di nuovo conio. Per non riconsegnare l’Italia alle destre. Ma soprattutto per non essere imprigionato dal minoritarismo e dal conservatorismo di sinistra, né della paralisi delle decisioni».
Il problema grave posto da questa frase è che prefigura uno spostamento di scena in cui esce dalla inquadratura una parte della sinistra, arbitrariamente definita da un presunto vertice illuminato. Ed entra in scena una parte della destra, indicata con la elegante espressione «un centrosinistra di nuovo conio».
Sostengono gli illuminati che «Veltroni a queste ragioni si ispira». Non mi risulta. In ogni caso propongo di battermi per un Partito Democratico meno gassoso e più fondato sulle cose, non tante. Ma chiare e sempre spiegate.
***
Proverò a riassumere.
Il Partito Democratico a cui penso è perfettamente cosciente del perdurare della minaccia Berlusconi, che continua a essere visto, anche fuori dall’Italia, come l’incognita allo stesso tempo ridicola (vedi le sue domande parafasciste e un po’ insultanti per la folla di Napoli) e pericolosa per la nostra vita pubblica. Lo sbarramento a Berlusconi si realizza con la presentazione (già avvenuta) e il sostegno (di cui siamo in attesa) di una legge che ponga invalicabili ostacoli al conflitto di interessi.
Il Partito Democratico a cui penso si fonda sulla più rigorosa legalità, vuole sapere tutto dello spionaggio militare a cui sono stati sottoposti magistrati e giornalisti nei cinque anni del governo Berlusconi, e sull’intreccio di quello spionaggio con le intercettazioni private da parte di una grande impresa esente da conseguenze e sugli effetti mediatici di tutta l’operazione.
Quanto è stata deviata, inquinata, cambiata, avvelenata da quella vasta operazione illegale l’informazione su tutto ciò che sappiamo delle vicende italiane?
Il Partito Democratico in cui intendo impegnarmi propone come temi fondamentali i diritti civili, il lavoro, la scuola, la salute, la ricerca, l’ambiente, la casa. Tutto ciò nel quadro - rigorosamente confermato - della Costituzione italiana. Si tratta di settori e aspetti della vita a cui il mercato (grande e superiore eroe della modernità) non provvede o che preferisce ignorare quando il costo non ha immediata contropartita. Le grandi democrazie ci dicono che la contropartita è costituita dai due valori della fiducia e della partecipazione dei cittadini.
Il Partito Democratico di cui parlo capisce e si fa capire, in uno sforzo di comunicazione che non tollera zone d’ombra, segreti e cose non dette. Non vuole la solitudine disorientata dei cittadini con cui nessuno parla, spiega, ascolta prima di decidere.
Il Partito Democratico di cui stiamo parlando non sarà il congiungersi di due burocrazie di partito ma l’afflusso libero di cittadini decisi a essere protagonisti della vita pubblica e non spettatori passivi.
L’impegno è un paesaggio finalmente normale in cui la sinistra è a sinistra e la destra a destra, contando non sulla contaminazione o l’incrocio dei poli ma sulla chiarezza e sul riconoscimento reciproco, una volta espulsa l’illegalità e il conflitto di interessi dalla scena pulita della vita pubblica italiana.
Sinistra è lo spirito della tradizione solidaristica europea, dello schierarsi socialista e cristiano con i più deboli, della tolleranza “liberal” e multiculturale di impronta americana, tutti valori che sono il più vicino possibile alla pace, alla giustizia, alla eguaglianza almeno come punto di partenza. L’impegno è di restituire al cittadino laico lo stesso riguardo, rispetto e attenzione che viene dedicato al credente e alle gerarchie religiose del credente.
Per tutte queste ragioni chiederò, se sarà possibile - ai cittadini che si orientano a sostenere e dare vita e anima al Partito Democratico - di considerare la mia candidatura indipendente e laica che propongo nello stesso spirito con cui alcuni si candidano, in questo periodo, alle elezioni primarie americane. Lo spirito è dare un contributo di proposte e di esperienza, che altrimenti non ci sarebbe. Lo spirito è far sapere ai cittadini che voteranno in queste elezioni primarie che si apprestano a scegliere tra veri candidati e vere proposte alternative.
La vostra risposta di lettori sarà il primo modo di rendere possibile questa candidatura. Essa è soggetta, come già detto, a un chiarimento e a una condizione. Il chiarimento è che l’Unità, con questo articolo, ospita la mia intenzione. È un annuncio, non un “endorsement” (cioè quando i grandi quotidiani americani, sotto elezioni, dichiarano le loro scelte politiche ai lettori).
La condizione è che le regole consentano davvero la partecipazione di candidati senza apparato di partito e scorta di carica.
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da "L'Unità" del 15.7
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Ecco, credo proprio che il 14 ottobre......

 

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categoria:giuste cause
giovedì, 28 giugno 2007

 IL “BOOM” DEL CREDITO AL CONSUMO
 

“Art.47. la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”

Chi è figlio degli anni 50 non può non ricordare come la cultura del risparmio fosse uno dei pilastri alla base della morale di allora.
Come sembrano lontane oggi queste certezze.
Il progresso, si sa, è inarrestabile e cinquanta anni sono volati via molto rapidamente. L’era postindustriale ha spiazzato tutte le nostre certezze e l’avvento delle nuove tecnologie informatiche, assieme ad una maggiore preponderanza delle logiche di mercato, hanno prodotto non poche rivoluzioni culturali. Si tratta di rivoluzioni culturali molto meno plateali di quelle riferite a una qualsiasi ideologia, ma molto più insinuanti perché non legate ad una “idea”ma ad una “logica” in continuo movimento che spesso anticipa un processo armonico e predefinito.
Un tempo, indebitarsi per beni di consumi futili come elettrodomestici e viaggi, sarebbe stato quasi impensabile..
Oggi il panorama è completamente cambiato ed a fare la fila per i finanziamenti al consumo nei negozi di elettronica o nei supermercati ci sono proprio tutti, dal più povero al più ricco. Non ci si vergogna più e la prassi delle rate non è più un tabù ma un uso corrente.
La domanda che ci poniamo in merito è molto semplice: gli italiani sono preparati a questo indebitamento a ciclo continuo? O si rischia una implosione drammatica soprattutto per tutte quelle famiglie “a rischio”, inserite nel girone della precarietà, dei redditi bassi o più semplicemente fra quelle sfortunate alle quali una malattia, un incidente qualsiasi o più semplicemente un divorzio, può irrimediabilmente contribuire a condurlo nella impossibilità di far fronte agli impegni presi.
Per rispondere alla domanda è necessario fare una indagine su come e quando si fa ricorso al credito, su chi ce lo propone e perché interessa tanto al mercato del credito questo prodotto.

Il sistema bancario, un tempo reticente verso il “prestito personale”, vive oggi un momento di grande euforia sul settore “family”. Le famiglie italiane sono statisticamente più affidabili delle nostre imprese sia per l’aspetto del frazionamento del rischio, sia per la garanzia del rimborso: secondo le nostre procedure legali è molto più facile ottenere un pignoramento su uno stipendio che un recupero su una attività qualsiasi sia la sua forma societaria. Inoltre la “famiglia” è un cliente prezioso per le banche: molti i prodotti da offrire e molte le commissioni da percepire. Le famiglie sono molto meno attente al controllo degli estratti conto delle società ed inoltre, una volta legate alla banca dalla restituzione di un prestito, saranno “fidelizzate” per molto tempo.

Gli si chiederà l’accredito dello stipendio, l’appoggio dei RID delle utenze e gli si venderà sicuramente anche una carta di credito, magari di quelle revolving (che non tutti sanno cosa vuol dire) ed anche “etica”, che convincerà il cliente a fare anche un’opera buona…..

Il prestito dunque in questo caso è un prodotto in più da vendere per la banca ma è anche un impegno oneroso preso dal cliente che lo accompagnerà per un lungo periodo e condizionerà la sua vita quotidiana.

Le “carte revolving” , che spesso vengono recapitate in omaggio ai clienti, sono uno strumento di facile indebitamento. L’appeal della restituzione in piccole rate stimola tutti, soprattutto coloro che non sanno come funziona la restituzione del debito. Un uso costante di queste carte porta a ripagare sempre e solo interessi, ricapitalizzando dunque interessi su interessi che, fatti i dovuti calcoli finali, ci farà restituire nel tempo il capitale preso in prestito moltiplicato per svariate volte……e tutto nel rispetto dei limiti previsti dalla legge sull’usura (L 7 marzo 1996 n 108). Spesso l’ignaro cliente che si vede recapitata gratuitamente la carta come “regalo” per la sua fedeltà e non sa certamente quali costi nasconda questo prodotto.

Ma il boom dei prestiti si sta insinuando nelle famiglie italiane anche sotto altre forme.

La tipologia di prestito attualmente più utilizzata è il ricorso alla cessione del quinto dello stipendio. Si calcola che il 17% dei prestiti concessi nel semestre scorso siano stati concessi per mezzo di questa facilitazione.

La “cessione del quinto” merita un approfondimento a parte. Questa tipologia di credito fu istituita a favore dei soli dipendenti statali con apposita legge 180 del 1950. Il prestito concesso veniva restituito nel tempo con rate costanti che non dovevano eccedere il quinto dello stipendio. L’operazione era garantita dal versamento diretto all’ente erogatore della rata di rimborso e coperta da apposito Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato per quanto riguarda i rischi di morte, cessazione dal servizio ecc.

La Legge 30 dicembre 2004, n. 311, la cosiddetta Legge finanziaria 2005, ha modificato ed integrato il Decreto del Presidente della Repubblica n. 180/50, estendendo anche alle aziende private le disposizioni relative al pignoramento dello stipendio ed alla cessione del quinto, fino ad allora valevoli solo per la pubblica amministrazione. L'art. 13 bis della Legge 14 maggio 2005, n. 80, 180 ha esteso a tutti i lavoratori la possibilità di accedere al credito garantendo la restituzione con il proprio stipendio futuro.

C’è però da notare che l’art 13 bis del testo 2005 prevede l’obbligo di una garanzia assicurativa che assicuri il recupero del credito in caso di decesso del mutuatario, questo perché ovviamente i prestiti non saranno più garantiti dal Fondo Statale di garanzia per dipendenti statali.

Questa garanzia dunque non ha più un carattere gratuito per i dipendenti ma assume costi molto gravosi essendo parametrata con l’età ed il sesso del mutuatario.

E’ da notare che il tasso TAEG rientra (per poco) nella soglia limite di usura nonostante le condizioni praticate siano davvero gravose anche perché  dal conteggio del TAEG vanno esclusi i costi delle polizze.

Il TAEG dunque (tasso effettivo pagato dal cliente comprensivo di tutte le spese accessorie) non ricomprende l’assicurazione obbligatoria prevista che normalmente, ammonta a circa un terzo del credito concesso.

La promozione dell’acquisto a rate fa parte oggi delle logiche di mercato sia quale veicolo di aumento del volume delle vendite, ma anche quale mezzo per censire data base di nuova clientela. Un metodo insomma per farsi pubblicità a basso costo.

Considerando che in virtù di ciò sarebbe arduo e anacronistico promuovere una politica di inversione di marcia alla cultura delle rate, quello che si ritiene urgente è adottare politiche preventive che mettano in guardia i consumatori sui rischi della rata selvaggia, sui costi effettivi e sulle possibili negative conseguenze.

Quali i provvedimenti urgenti necessari?

- Ampliare la trasparenza del TAEG inserendo anche i costi assicurativi nella formula di calcolo del coefficiente

- Richiedere maggiore trasparenza alla pubblicità di tali prodotti;

- Introdurre un data base istituzionale relativo alla tipologia dei prestiti alla famiglia per evitare situazioni di sovraindebitamento;

- Promuovere le iniziative di Microfinanza in soccorso di coloro che incautamente si trovano nelle maglie di finanziarie senza scrupoli prima che finiscano nelle mani dell’usura:

- Avviare una seria riflessione sull’introduzione di prodotti a rischio come i nuovi mutui di liquidità proposti oggi dal mercato, prodotti che in America stanno provocando un terremoto finanziario a causa delle inevitabili insolvenze con conseguente influenza sulla “bolla” immobiliare.

- Confrontare i dati sull’insolvenza con i dati delle cartolarizzazioni effettuate dagli istituti eroganti: il ricorso alla cessione di questi crediti a società terze produce una fotografia dell’insolvenza non corrispondente alla realtà ma che, in futuro, rischia di rivelare una realtà preoccupante.

 

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categoria:casa, truffe italiane
giovedì, 14 giugno 2007

                                          RISPARMIO ENERGETICO

 

L’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare 36/E con riferimento alle detrazioni d’imposta introdotte dalla Finanziaria 2007 (commi 344 – 349) sostenute entro il 31/12/2007, per lavori di riqualificazione energetica effettuati sugli edifici esistenti o su parti di edifici esistenti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale posseduti o detenuti.

La dizione edifici “esistenti” esclude tutti quelli di nuova costruzione perché la norma ha per oggetto il recupero degli edifici.

La  prova dell’esistenza dell’edificio è data dall’iscrizione al catasto o dalla presentazione al catasto della domanda di accatastamento o dal pagamento dell’ICI.

 

Danno diritto alla detrazione d’imposta le spese sostenute per:

 

1) interventi di riqualificazione globale:

 

I suddetti interventi sono coperti da agevolazione purché:

- conseguano un risparmio dell’energia utilizzata per il riscaldamento pari ad almeno il 20% rispetto ai valori limite di fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale indicata nella tabella 1 allegato C del decreto 192/2005;

- gli edifici oggetto delle stesse siano già dotati di impianto di riscaldamento.

 

La detrazione è pari al 55% delle spese, per un valore massimo di 100.000 euro e si deve ripartire in 3 rate annue di pari importo.

 

2) interventi su strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti) e verticali (finestre ed infissi, persiane, scuri, cassonetti incorporati nel telaio dell’infisso):

 

I suddetti interventi sono coperti da agevolazione purché:

- rispettino i requisiti di dispersione di calore fissati dalla tabella dell’allegato D del decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze, emanato di concerto con il ministro dello Sviluppo Economico il 19/2/07 (GU 26/02/07).

Nel caso in cui le vecchie strutture orizzontali e verticali già fossero conformi agli indici indicati nella predetta tabella, per aver diritto alla detrazione è necessario che il tecnico che redige il certificato di asseverazione indichi il valore di dispersione di calore originario e quello successivo all’intervento, che deve essere inferiore al precedente.

 

La detrazione è pari al 55% delle spese, per un valore massimo di 60.000 euro e si deve ripartire in 3 rate annue di pari importo.

 

3) installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda:

 

Per questo intervento non è richiesto che gli edifici siano già dotati di impianto di riscaldamento.

I suddetti pannelli devono avere delle particolari caratteristiche tecniche indicate nell’articolo 8 del decreto 19/02/07 emanato dal ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il ministro dello Sviluppo Economico(pubblicato sulla G.U. 26/02/07).  

 

La detrazione è pari al 55% delle spese, per un valore massimo di 60.000 euro e si deve ripartire in 3 rate annue di pari importo.

 

4) sostituzione integrale o parziale di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione

 

Le caratteristiche tecniche dei suddetti impianti sono indicate nell’articolo 9 del decreto 19/02/07 emanato dal ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il ministro dello Sviluppo Economico (pubblicato sulla G.U. 26/02/07).  

 

La detrazione è pari al 55% delle spese, per un valore massimo di 30.000 euro e si deve ripartire in 3 rate annue di pari importo.

 

 

L’articolo 4 del sopraindicato decreto specifica che per aver diritto alle 4 sopraelencate agevolazioni non bisogna inviare comunicazione preventiva di inizio lavori al Centro operativo di Pescara , è invece necessario:

 

- che nella fattura sia indicato separatamente il costo della manodopera;

- che la corrispondenza degli interventi effettuati ai requisiti tecnici richiesti dal predetto decreto (asseverazione) sia attestata da un tecnico abilitato alla progettazione di edifici e di impianti, regolarmente iscritto all’ordine o collegio professionale (ingegneri, architetti, geometri, periti industriali, dottori agronomi, dottori forestali, periti agrari);

- che entro 60 giorni dalla fine dei lavori (e comunque entro il 29/2/2008) sia trasmesso copia dell’attestato di certificazione energetica dell’edificio per via telematica con ricevuta informatica (al sito www.acs.enea.it ) o per raccomandata con ricevuta di ritorno all’ENEA Dipartimento ambiente, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile (Via Anguillarese 301, 00123 Santa Maria di Galeria – Roma).

Si precisa che l’attestato di certificazione energetica dell’edificio deve essere prodotto in base a quanto indicato dai comuni o dalle regioni, nel caso in cui questi enti non abbiano rilasciato alcuna indicazione, il contribuente deve trasmettere al posto di questo attestato, l’attestato di qualificazione energetica secondo quanto indicato dall’allegato A del decreto 19/02/07.

I suddetti attestati devono essere rilasciati da uno dei summenzionati tecnici abilitati;

- che entro 60 giorni dalla fine dei lavori (e comunque entro il 29/2/2008) sia trasmessa la scheda informativa relativa agli interenti realizzati, redatta secondo lo schema dell’allegato E del suddetto decreto, per via telematica con ricevuta informatica (al sito www.acs.enea.it ) o per raccomandata con ricevuta di ritorno all’ENEA Dipartimento ambiente, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile (Via Anguillarese 301, 00123 Santa Maria di Galeria – Roma).

La scheda informativa deve riportare i dati identificativi del soggetto che ha sostenuto le spese, dell’edificio su cui sono stati eseguiti i lavori, la tipologia dell’intervento eseguito, il risparmio di energia realizzato, il costo;

- che il pagamento all’impresa che esegue i lavori sia effettuato con bonifico.

 

Sono detraibili anche le spese professionali, quindi anche quelle sostenute per acquisire la certificazione energetica richiesta dalle legge.

 

Il limite massimo della detrazione è riferito alla unità immobiliare oggetto dell’intervento e quindi deve essere suddiviso tra i detentori o possessori dell’immobile, in ragione delle spese da ciascuno effettivamente sostenute.

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categoria:giuste cause
sabato, 09 giugno 2007
VACANZE DA PAPA

Papa Benedetto XVI domenica mattina all' Angelus: "che il mondo non si dimentichi che in Africa c'è gente che ogni giorno muore di fame".

Ventimila euro al giorno per il periodo di riposo in montagna che papa Benedetto XVI trascorrerà a Lorenzago di Cadore (Belluno), dal 9 al 27 luglio prossimi, in una villetta di proprietà della Diocesi di Treviso.

La giunta regionale del Veneto, presieduta da Giancarlo Galan, ha stanziato fondi complessivi pari a 345 mila euro per gli interventi necessari a "garantire la più serena tranquillità e riservatezza al soggiorno dell'augusto ospite".
Spiccano i 20 mila euro per far piallare il cosiddetto 'Angolo di Preghiera', struttura in legno coperta, dotata di panca e tavolo, ma sono comprese nel prezzo altre sette panchine con schienale, destinate ai prelati 'minori', nelle ore di meditazione.
Più di 50 mila euro per asfaltare i due chilometri della strada d'accesso alla residenza del Santo Padre, mentre la recinzione della dimora costerà 24.882 euro.
Per vasi e addobbi floreali della casa papale preventivati 13 mila euro più 3 mila euro per "piante ad alto fusto di latifoglia, compresa zolla terrosa".
Non si escludono lamentele delle guardie svizzere: appena 7 mila euro per la realizzazione di un sentiero in ghiaia a loro dedicato, compresi corrimani di sostegno, passerelle, parapetti e tende di protezione dalle intemperie.
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categoria:fondi pubblici
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